1.3 Avversità

PIANTE BULBOSE D 371 Una volta trapiantate, le piantine devono essere poste nell ambiente finale di coltivazione che normalmente viene suddiviso in settori in funzione di specie, età e varietà, al fine di razionalizzare le operazioni colturali successive. Rispetto alla fase di germinazione si abbassano la densità, la temperatura e l umidità, mentre i nutrienti e la luminosità si alzano, in modo da avere piante più compatte, accestite e armoniose, cioè una pianta finita di qualità. ovvio che dopo il trapianto (ripicchettamento) sono necessari interventi irrigui con volumi ridotti e turni brevi e di concimazione con concentrazioni di azoto da 100 a 500 ppm, a seconda che l applicazione avvenga con adacquamento settimanale o bisettimanale. Viene poi eseguito il controllo dell altezza. Essa è legata alla ramificazione delle piantine, all intensità del colore delle foglie e dunque alla qualità generale di esse. Qualora gli accorgimenti di coltivazione non fossero sufficienti a favorire lo sviluppo, si può ricorrere all uso dei fitoregolatori, come alar (daminozide) o cycocel (chlormequat), che vengono impiegati da 150 a 250 g/hl per 2-3 volte durante il ciclo colturale a partire dalla 2a-4a settimana dopo il trapianto (ripicchettamento). Dopo una decina di settimane le piante possono essere commercializzate. 1.3 Avversità. La problematica sanitaria è legata ai marciumi dei semenzali (Pythium, Rhizoctonia e Phytophthora) e ai marciumi del colletto (Sclerotinia sclerotiorum e Botrytis cinerea) e ai danni dell apparato aereo quali ruggini (Puccinia) e mal bianco (Oidium), ma anche afidi, ragnetto rosso e tripidi (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. Un quadro generale delle caratteristiche biologiche e agronomico-colturali delle principali specie da aiuola sono sintetizzate nella Tabella 4.1 (pp. 372-373). D.4 2. Piante bulbose Le bulbose sono piante caratterizzate da un breve ciclo colturale, con basse esigenze termiche, tanto da essere coltivate in pien aria o con modeste strutture di protezione. Gli organi di propagazione consistono in fusti metamorfosati contenenti sostanze di riserva che permettono il superamento di condizioni ambientali sfavorevoli. Infatti, durante la stagione fredda, la parte aerea muore, mentre quella ipogea rimane dormiente e a primavera forma una gemma che dà origine alla nuova pianta. Nel nostro Paese la coltivazione di bulbose è finalizzata alla produzione di fiore reciso, ma non all ottenimento di materiale di propagazione, di cui siamo fortemente dipendenti da Olanda, Francia e Israele. La definizione di bulbose comprende specie fornite di bulbo e altre che posseggono un organo sotterraneo di moltiplicazione diverso dallo stesso. Infatti le bulbose sono caratterizzate da: b ulbo: costituito da un cormo che porta, al suo apice, un primordio fiorale. Esso è circondato da scaglie carnose e concentriche che hanno lo scopo di protezione. Tra le scaglie si trovano i meristemi che danno origine ai bulbetti. Si possono avere bulbi tunicati (Tulipano, Iris, Giacinto) e non tunicati (Lilium), a fioritura primaverile (Iris, Giacinto, Narciso) e a fioritura estiva (Lilium); b ulbo tubero: si presenta di colore giallo appuntito all apice e depresso nella parte inferiore. protetto da tuniche papiracee, sollevando le quali si notano i residui dei nodi (essendo un fusto metamorfosato) e 1 o 2 gemme triangolari. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin