Amarillis

PIANTE BULBOSE - ALSTROEMERIA - AMARILLIS D 375 50 kg di perfosfato e 50 kg di solfato potassico. Durante la coltivazione si interviene con fertirrigazioni quindicinali che devono contenere rapporti ottimali tra azoto e fosforo (N, P2 O5) e tra azoto e potassio (N, K2O) rispettivamente 4-4,5% : 0,30-0,35% e 4-4,5% : 3,5-4,0%. Particolare importanza riveste la somministrazione di ferro in forma chelata e in ragione di 3 g/m2 per bagnatura. Altra operazione necessaria consiste nell asportazione degli steli privi di boccioli fiorali al fine di ottenere fiori di buona qualità. raccolta. Si raccoglie in aprile-maggio e in autunno. Il numero di steli raccolti su 1.000 m2 è di 60.000-90.000 che vengono confezionati in mazzi. Cinque mazzi da 10 unità costituiscono il pacco. avversità. Fra i parassiti vegetali l oidio (mal bianco) è quello più presente; mentre fra quelli animali gli acari e gli afidi sono i più dannosi. Inoltre le limacce possono danneggiare le parti apicali della pianta (germogli). Amarillis (Amaryllis spp.) Fam. Amaryllidaceae. Il genere Amaryllis comprende piante bulbose originarie del Sudafrica (S. Wester Cape) con una sola specie: l Amaryllis belladonna. Morfologicamente è simile all Hippeastrum, ma ha esigenze completamente differenti e si riconosce da esso perché ha il fusto pieno. L Amaryllis è molto resistente al freddo. In Italia si possono perciò coltivare senza problemi nelle zone in cui gli inverni sono particolarmente rigidi. La pianta presenta foglie lunghe fino a 50 cm, lineari, lucide, che compaiono dopo la fioritura. Gli steli fiorali sono robusti, alti fino a 70 cm, di colore verde intenso tendente al viola, alla cui sommità, nel periodo autunnoinvernale, si formano da 8 a 10 fiori ricadenti, imbutiformi, generalmente profumati e con colorazione rossa, rosa o bianca. Fra le varietà più diffuse si annoverano: Rosea Perfecta, Kewensis, Elata, Ator, Durban, Parkeri, Maxima, Burwhite. il caso di ricordare che l Amaryllis è una pianta velenosa, tanto che le tribù indigene usavano la sua linfa per avvelenare le punte delle frecce. propagazione. La moltiplicazione dell Amaryllis avviene per mezzo dei bulbilli che crescono attorno al bulbo principale. La moltiplicazione per seme generalmente non è praticata per i tempi molto lunghi di fioritura (anche più di 5 anni dalla semina). Il recupero dei bulbilli e il loro trapianto vanno fatti quando tutta la parte aerea è assente, quindi tra fine estate e inizio autunno. Il materiale dovrà essere subito ripiantato e produrrà fiori entro 2-3 anni. Durante questo periodo di tempo vanno trattati come se fossero piante in fioritura. tecnica colturale. La pianta ha necessità di stare in pieno sole e, se coltivata all aperto, occorre proteggerla da eventuali gelate che sono sempre mal tollerate (temperature di 25 °C). Per questo motivo la pianta è allevata in ambienti protetti molto semplici, sia in piena terra sia in vaso (20-30 cm), che all occorrenza possono essere anche scoperti. Il substrato da utilizzare deve essere drenante, in quanto sono piante che non tollerano in alcun modo i ristagni idrici. Inoltre, deve contenere una discreta quantità di sostanza organica e di sabbia. I bulbi vengono trapiantati quando la pianta è priva di vegetazione (tra giugno e agosto) a una profondità di circa 2 volte rispetto alla loro altezza, restando pertanto sempre al di sotto del terreno e ben coperti. In autunno iniziano a comparire le nuove foglie subito dopo la fioritura. Queste crescono per tutto l inverno appassendo nel mese di maggiogiugno, quindi si tolgono. In estate e fino a circa la metà del mese di agosto della pianta rimane solo il bulbo. Tra agosto e settembre iniziano a spuntare dal terreno gli steli fiorali. Ciascun stelo formerà nella sua parte terminale da 8 fino a 16 fiori che si apriranno tutti dal lato esposto al sole. Durante tutto il periodo della fioritura e dell emissione e crescita delle foglie, sono necessarie fertirrigazioni quindicinali con 1-3 g/L, utilizzando concimi liquidi ternari (NPK), inizialmente a prevalenza azotata poi fosfatica. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin