Anemone

D 376 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI La fertirrigazione con soluzioni nutritive a bassa CE (,1,3 dS/m) fornisce ottimi risultati produttivi. Durante la crescita occorre mantenere una temperatura diurna di 20-25 °C e una notturna minima di 18 °C. Dopo la formazione delle prime foglie si può ridurre la temperatura a 16-18 °C; è importante anche mantenere una temperatura del substrato intorno a 18-20 °C; in inverno sono sufficienti 16-18 °C sia nell aria che nel substrato. Durante tutta la coltivazione la coltura richiede una forte intensità luminosa (30-50.000 lux). raccolta. Gli steli sono pronti alla raccolta quando i boccioli, ancora chiusi, mostrano l inizio della colorazione e iniziano ad allentarsi. L imballaggio deve essere molto accurato per evitare danneggiamenti al prodotto. avversità. In generale l Amaryllis non è una pianta sensibile alle malattie (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Anemone (Anemone coronaria) Fam. Ranuncolaceae. La pianta è caratterizzata dall avere un rizoma grosso e carnoso (pachimorfo) che si ottiene dal seme dopo un anno di coltura nelle nostre condizioni e dopo due in Olanda. originaria delle zone temperate del vecchio continente. Presenta fusti che possono raggiungere circa 40 cm di altezza. Le foglie, di colore verde chiaro, sono molto simili a quelle della pianta del prezzemolo. I fiori, di colori vari a seconda della specie, possono assumere diverse forme. propagazione. La propagazione avviene mediante il seme (achenio), ottenuto per impollinazione anemofila. Si raccoglie a maggio. Si semina alla fine di agosto miscelandolo a sabbia in semenzai ombreggiati su file distanti 20 cm. La germinazione avviene in un mese, quindi si effettua il diradamento. In primavera si eliminano i fiori per evitare che le sostanze nutritive convergano ad essi, invece che al rizoma. Si eseguono poi scerbature (attualmente non ci sono sostanze diserbanti adatte all Anemone). Una volta raccolti, i rizomi si conservano a 10-20 °C e a una UR del 60%; hanno una dormienza di 3-4 mesi. Con un trattamento in torba umida a 9 °C, per 4 settimane si interrompe la dormienza. Trascorso questo periodo, i rizomi presentano una radice lunga circa 5 mm. Posti nel terreno, da essi si originano diversi apici vegetativi che si ingrossano e conferiscono al rizoma la forma di una zampa. Si formano poi radici fascicolate e apici vegetativi. L apice vegetativo si ingrossa e dà origine a un fiore; quando questo è in antesi, all ascella della foglia più interna viene prodotto un altro apice vegetativo che darà origine al fiore successivo e così via. tecnica colturale. La coltivazione avviene in pien aria su terreni sciolti, ben drenati, ma si adatta anche a terreni argillosi come quelli della Liguria. Il terreno viene preventivamente disinfettato (con metam-sodio o altro) per evitare la crescita delle erbe infestanti. Si effettua una letamazione o, comunque, un apporto di sostanza organica e si distribuiscono i concimi fosfatici e potassici. Si esegue poi un aratura sui 30 cm, in quanto l apparato radicale si approfondisce molto. A fine agosto si effettua l impianto con 30-60 rizomi per m2, a una profondità di 3-4 cm. Poi vengono pacciamati con lo scopo di evitare la crescita delle infestanti e di elevare la temperatura del substrato. Si effettuano, quindi, fertirrigazioni azotate con cadenza quindicinale e irrigazioni mensili abbondanti per evitare l accumulo di sali. La coltura deve essere diserbata, se necessario, e protetta con modesti ripari simili a cannicci posti alla sera e rimossi al mattino. Per una migliore flessibilità colturale è possibile coltivare anche in ambiente protetto (banquette) dove si ottengono fioriture anticipate, anche di qualche mese, con l adozione di sistemi alternativi (floating system). raccolta. La raccolta viene eseguita allo stadio detto di fiore di tulipano, i fiori si avvolgono in carta nera per evitare l incurvamento dello stelo, prodotto dalla luce, e l eccessiva apertura del fiore. I fiori si confezionano a decine.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin