Calla

PIANTE BULBOSE - ANEMONE - CALLA - CICLAMINO D 377 avversità. In generale l Anemone coronaria non viene attaccata da parassiti animali e vegetali. I ristagni idrici possono provocare marciume del bulbo e comparsa di malattie fungine (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Calla (Zantedeschia gen.) Fam. Araceae. La Calla è un fiore originario delle zone dell Africa centro-meridionale, che cresce spontaneo in varie regioni comprese fra Equatore e Capo di Buona Speranza. stata introdotta per la prima volta in Europa nel 173l. Appartiene al genere Zantedeschia, di cui si coltivano tre specie: Z. africana a fiore bianco, Z. rehmanni a fiore rosa, Z. elliottiana a fiore giallo. Il rizoma produce un robusto stelo che termina con una infiorescenza composta da uno spadice su cui sono inseriti, nella parte superiore, i fiori maschili e in quella inferiore quelli femminili avvolti da una brattea, detta spata, di colore bianco, rosa o giallo. Le foglie, di colore verde lucente, sono cordate. La cultivar maggiormente impiegata è la Perla di Stoccarda, fiore di colore bianco puro. propagazione. Avviene per mezzo dei tubercoli e dei semi. I tubercoli vengono piantati in agosto-settembre e lasciati in campo per 2-3 anni fino a che hanno raggiunto la forza da fiore. Il seme va utilizzato fresco appena prodotto. Viene seminato, in ambiente protetto, superficialmente, in terrine con substrato di sabbia e terriccio di bosco. Dal seme, in un anno, si può ottenere il fiore. tecnica colturale. La messa a dimora dei rizomi con circonferenza di 10-16 cm avviene in agosto-settembre, in file distanti 70 cm e a 40 cm sulla fila, alla profondità di 15 cm. Le cure colturali consistono in scerbature, sarchiature e abbondanti irrigazioni. A giugno si sospendono le irrigazioni, mandando a riposo la coltura. I rizomi rimangono nel terreno per 3 anni; ogni anno si riprendono le irrigazioni in agosto-settembre per favorire il germogliamento dei rizomi. Nel caso di coltivazione in vaso le Calle vanno rinvasate ogni 2 anni utilizzando contenitori di diametro maggiore e nuovo terriccio. raccolta. Si raccoglie il fiore reciso già a partire da novembre e si protrae fino alla primavera successiva. Mediamente la produzione si aggira su 25-30 steli/m2. avversità. Possono consistere in fisiopatie dovute al sole diretto e alla siccità. Si presentano con foglie ustionate o decolorate. Ci possono essere anche attacchi di Cocciniglia cotonosa, la cui presenza è rilevabile da macchie sulla pagina inferiore delle foglie, e di Ragnetto rosso che determina ingiallimenti e punti gialli sulla lamina fogliare. Ciclamino (Cyclamen persicum) Fam. Primulaceae. Il Ciclamino, Cyclamen persicum, originario dell Asia Minore, della Siria e del Libano, appartiene alla famiglia delle Primulaceae. Possiede un organo sotterraneo, un fusto-tuberoso, che deriva dall ingrossamento dell ipocotile, nero e piatto, da cui si dipartono piccioli fogliari assai lunghi che portano foglie cuoriformi di colore, generalmente, verde a margine unito o seghettato. Il termine Ciclamino deriva da ciclos, che significa cerchio , alludendo al fusto tuberoso. I peduncoli fiorali sono più lunghi dei piccioli e portano, ciascuno, un fiore formato da 5 petali rivolti all indietro. Essi possono essere di colore bianco, rosa, albicocca, rosso, viola o screziati. Il frutto è una capsula a 5 valve che porta da 20 a 80 semi. Il peso di 1.000 semi è pari a 8-12 g. Il Ciclamino coltivato è il C. persicum giganteum, da cui sono derivati gli ibridi in seguito a incroci e a selezioni. I ciclamini sono coltivati ibridi. I caratteri che è importante migliorare sono: la buona germinabilità del seme; le basse esigenze termiche; la brevità del ciclo colturale; la durata di vita in appartamento; la resistenza a un batterio (Erwinia) e a funghi, il Colletotricum e il Fusarium, in particolare; il profumo è scomparso nelle forme coltivate e molto difficile D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin