Giacinto

D 378 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI da reinserire. propagazione. La moltiplicazione può avvenire per seme o per divisione del tubero. La moltiplicazione per seme del Ciclamino si effettua tra luglio e settembre distribuendo e interrando i semi il più uniformemente possibile in file parallele in un vassoio contenente terriccio. Una volta che i semi hanno germogliato (dopo un mese circa), le piantine saranno trapiantate in un terriccio, come le piante adulte. I floricoltori molto spesso preferiscono acquistare, invece del seme, le piantine con 2 foglioline, spedite dai vivaisti entro contenitori alveolari. tecnica colturale. Quando le piantine possiedono 2 foglioline, il che si verifica dopo un mese e mezzo dalla semina, si trasferiscono in contenitori alveolati entro un substrato composto di torba, cui viene aggiunto carbonato di calcio per innalzare il pH e concime complesso alla dose di 1-1,5 kg/m3. La temperatura è mantenuta a 16-18 °C per favorire lo sviluppo delle piantine. Dopo circa un mese e mezzo le piantine con 5-6 foglie vengono invasate in vasi da 8 cm di diametro. Il substrato è composto da torba e argilla. Nell effettuare il trapianto è necessario porre la piantina con il colletto superficiale per evitare marciumi. I vasi vengono disposti su bancali con fondo a maglie di rete metallica per assicurare una buona circolazione dell aria. L ambiente protetto si mantiene a 10-15 °C. A giugno le piante sono rinvasate, quindi trasferite in pien aria sotto ombrario. Sempre in pien aria, dopo circa 45 giorni, si esegue l ultimo rinvaso in contenitori da 15 cm di diametro. Quindi si eliminano i boccioli fiorali appena compaiono perché sottraggono alla pianta le sostanze nutritizie. A settembre si trasferiscono nuovamente in ambiente protetto dove, a partire da ottobre, si avrà la fioritura. Qualora si renda necessario, la fioritura può essere anticipata anche di 40 giorni, con l impiego medio di 5 ml di GA3 a 25 mg/L/pianta. Un importante operazione consiste nel progressivo distanziamento dei vasi sul bancale in modo che le foglie non si tocchino. La concimazione si effettua mediante fertirrigazioni allo 0,5-1%0 avendo cura di controllare frequentemente la salinità. Nelle prime fasi di sviluppo della coltura è bene impiegare un rapporto più elevato in azoto, mentre, nelle ultime, in potassio. Per quanto riguarda l irrigazione, si utilizza la tecnica a goccia, mantenendo le piante alla capacità di campo. raccolta. Vengono prodotte a fine ciclo (4-6 mesi) da 30 a 50 piante per quadrato. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Giacinto (Hyacinthus gen.) Fam. Asparagaceae. Il genere Hyacinthus, originario del Mediterraneo orientale, dell Asia Minore delle regioni tropicali africane, è un tipo di bulbosa che comprende più di 30 specie. Quella più diffusa è la orientalis che comprende diverse varietà a fiore rosso, rosa, bianco, giallo, viola, arancione e fucsia. I fiori si presentano in racemi lunghi fino a 15 cm; sono profumati, a forma tubolare e con apertura a stella. Le foglie basali sono nastriformi e si allungano intorno al fusto. Sostanzialmente il genere comprende due distinti gruppi di piante: i giacinti olandesi o ibridi a grandi fiori (H. orientalis) e i giacinti comuni o romani, più precoci e profumati dei primi. In tutti i casi l altezza delle piante va da 15 a 30 cm. Fra le cultivar più utilizzate possiamo ricordare la Gipsy Queen, la Deft Blue, la City of Haarlem e la Pink Pearl. La fioritura del Giacinto avviene in aprile-maggio, ma con la forzatura in ambiente protetto si possono avere fioriture anche in inverno. propagazione. La moltiplicazione del Hyacinthus avviene per mezzo dei bulbilli che crescono attorno al bulbo principale. La moltiplicazione per seme generalmente non viene praticata. Il recupero dei bulbilli e il loro trapianto vanno fatti quando tutta la parte aerea è assente, quindi tra fine estate e inizio autunno (settembre-novembre). Il materiale dovrà essere subito ripiantato in

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin