SEZIONE D

D 38 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Appena le condizioni del terreno sono favorevoli e il rischio delle gelate è minimo si può dare il via alle semine nei terreni meno pesanti. Quando il terreno ha raggiunto una temperatura di 12-13 °C, la germinazione avviene prontamente e la piantina spunterà dopo 8-12 giorni dalla semina. Il mais seminato precocemente, rispetto a quello seminato tardi, presenta una taglia più contenuta, una minore altezza nell inserzione della spiga e quindi normalmente una pianta più robusta e più resistente all allettamento. La semina anticipata inoltre consente una maturazione della pianta coincidente con andamenti stagionali più favorevoli e quindi con minori rischi di perdite di qualità della granella. Nella scelta dell ibrido, l agricoltore può utilizzare i risultati delle prove condotte ufficialmente da diversi enti pubblici oppure realizzare dei campi prova in azienda seminando i nuovi ibridi e valutando la resistenza ai patogeni rispetto agli ibridi già noti e coltivati in azienda da più anni. La lunghezza del ciclo vegetativo viene indicata come durata in giorni (da 85-90 a 150-160) dall emergenza alla maturazione oppure, più comunemente, con le classi convenzionali FAO (100-200-300-400-500-600-700-800), crescenti con la lunghezza del ciclo biologico e anche con i livelli produttivi. Nelle zone irrigue di pianura gli ibridi di classe 600, per la produzione di granella, e quelli di classe 700, per il trinciato integrale, forniscono le massime rese. In ambienti siccitosi e freddi ci si orienta verso ibridi a ciclo breve (400-500) per sfuggire alla carenza idrica estiva nel primo caso e quindi bilanciare l allungamento delle fasi che si verifica negli ambienti freschi. Per semine molto ritardate, o di secondo raccolto, di solito si usano ibridi delle classi precoci (200-300). Il numero di piante per metro quadro è andato aumentando in virtù di un progressivo aumento della resistenza al troncamento e all allettamento dei tipi commercializzati e anche in virtù di un crescente impiego di fertilizzanti chimici. Così, da meno di 5 piante/m2 degli anni 50, si è passati in due decenni a investimenti superiori raggiungendo le 6-7 piante/m2 in terreni molto sciolti e torbosi fino a un massimo di 8 piante/m2 per i materiali medio-precoci e per il trinciato. Mediamente si utilizzano circa 20-25 kg/ha di seme oppure 3 confezioni da 25.000 semi. Rispetto all obiettivo finale di investimento, il numero di semi da impiegare alla semina sarà superiore di almeno il 10%. Quando la semina è molto precoce, con temperatura del suolo bassa e terreno bagnato, sarà utile impiegare il 15-20% di seme in più. Lotta alle infestanti. La riduzione della produzione del mais causata dalla presenza di malerbe, è dovuta alla diminuita disponibilità idrica di sostanze nutritive e di luce. Le operazioni colturali sono molto importanti per il controllo delle infestanti, a cominciare dalla preparazione del letto di semina, che deve essere il più vicino possibile alla semina; anche le lavorazioni successive, come la sarchiatura, se sono effettuate in modo corretto, consentono di controllare buona parte delle infestanti presenti nell interfila. L elenco delle infestanti del mais è abbastanza ampio; tra le più dannose ricordiamo: Amaranthus, Setaria, Echinocloa, Cyperus, Digitaria, Sorghum, Agropyron, Xanthium, Abutilon, Chenopodium, Polygonum, Cirsium e Convolvulus. Altre, considerate però meno dannose, sono: Raphanus, Solanum, Panicum, Portulaca, Sinapis, Artemisia, Datura, Equisetum, Galinsoga, Menta, Rumex, Matricaria. L azione combinata di erbicidi e lavorazioni interfilari trova oggi ampia diffusione per realizzare un efficace controllo delle infestanti. I prodotti registrati per il controllo chimico delle infestanti sono molti e in continua evoluzione; tra le principali sostanze attive ricordiamo: alaclor, metolaclor, pendimetalin, terbutilazina, dicamba, isossaflutolo, solfoniluree.

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin