Gladiolo

D 380 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI in ambiente protetto, su terreno sciolto ben drenato, con bassa salinità, ma ricco di sostanza organica, povero di calcare e disinfettato. Si impiantano bulbi pregermogliati, con densità di 20-30 bulbi/m2. In inverno la densità diminuisce per la minore luminosità e per la maggiore dimensione dei bulbi che si pongono a una profondità di 5-10 cm. Dall impianto alla raccolta passano 110 giorni in inverno e 70 in estate, quindi il ciclo colturale ha una durata di 2-4 e fino a 6 mesi. Il calibro (ovvero la circonferenza espressa in centimetri) dei bulbi utilizzati è compreso fra 12-18 cm, in base agli ibridi utilizzati. La piantagione si effettua a fine estate o in autunno. I bulbi piantati in autunno sviluppano subito il fogliame che supera senza difficoltà il freddo invernale. La fioritura avviene in giugno/luglio. Prima e durante la fioritura annaffiare abbondantemente, senza provocare ristagni. L impianto viene tutorato e ha una durata 5-6 anni. Al momento dell impianto si utilizza letame ben maturo (10 kg/m2) e concimi complessi, tenendo presente di non superare livelli di salinità di 1-1,5%. Durante il periodo vegetativo si opera, preferibilmente, con fertirrigazioni con bassi livelli di fosforo e abbondanti e frequenti irrigazioni. In coltura protetta è possibile programmare la produzione lungo tutto l anno, facendo attenzione a periodi con carenza o eccesso di luminosità, durante i quali si utilizzano cultivar non suscettibili o si somministra luce artificiale. Tale tecnica colturale è resa possibile dalla capacità dei bulbi di Lilium di essere conservati, come congelati a 21°C, fino al momento dell utilizzazione. In coltivazione di pieno campo si rende necessario il controllo delle infestanti per evitare che la competizione che queste esercitano verso la coltura determini uno scadimento della qualità dei fiori. Il problema può essere risolto o con la pacciamatura con film plastici, che conferisce anche effetti positivi sulla produzione, o con la lotta chimica, che si può effettuare con una miscela a base di Chlorobufan e Pyrazon. raccolta. La raccolta può essere eseguita quando i tepali iniziano a separarsi e il fiore mostra il colore. Prima di confezionare gli steli bisogna aspettare l appassimento per evitare che si spezzino, quindi devono essere posti 24 ore in tiosolfato di argento, poi conservati fino a 4 settimane mantenendoli in acqua e saccarosio in cella frigorifera. Durante la conservazione la pianta produce elevate quantità di etilene. L epoca di raccolta può essere la primavera o l autunno. Si raccolgono 25.000-30.000 steli/1.000 m2. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Gladiolo (Gladiolus gen.) Fam. Iridaceae. Il Gladiolo è originario del Sudafrica, delle Isole Mascarene (Madagascar, Oceano Indiano) e del bacino del Mediterraneo, quindi una zona molto vasta. Ciò spiega il suo adattamento alle diverse condizioni climatiche. Il nome del genere deriva da gladius, che significa spada , per ricordare la forma delle foglie appuntite, coriacee e con marcate nervature parallelinervie. Il Gladiolo appartiene alla famiglia delle Iridacee. Possiede un bulbo-tubero o cormo di colore giallo appuntito all apice e depresso nella parte basale. La pianta si forma dal bulbo-tubero posto nel terreno, dove si vengono a formare dapprima foglie guainanti in numero di 8-10, quindi lo stelo fiorale eretto che porta una infiorescenza, la spiga, con fiori in numero variabile da 10 a 20. Ciascun fiore, zigomorfo, è formato da 3 tepali più grandi e 3 più piccoli, quello superiore rivolto verso il basso è cuccullato. I fiori, collocati tutti nel medesimo lato della spiga, protetti da una brattea verde, possiedono 3 stami con grandi antere e uno stilo trifido. La fioritura procede dal basso verso l alto. esigenze termiche e luminose. Il Gladiolo è una specie longidiurna facoltativa. Esistono cultivar a fioritura estiva, come Spic e Span che, se coltivate in inverno, non emettono la spiga fiorale.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin