Iris

PIANTE BULBOSE - GLADIOLO D 381 In questi casi è necessario il ricorso alla luce artificiale (4 ore durante la notte). Secondo ricerche condotte in Israele si applica la luce artificiale a partire dal momento in cui si sono formate le foglie. In seguito all impiego della luce artificiale, aumenta il numero di fiori per spiga, la lunghezza della spiga e viene ridotto il numero di fiori abortiti. In alcune zone durante l inverno è utile l impiego di lampade a vapore di mercurio dalle 16 alle 22, con intensità di 2.000 lux, che permette di ottenere una produzione dell 80% superiore a quella delle piante testimoni. propagazione. Si può eseguire per mezzo dei bulbetti o con la coltura in vitro. A differenza dei bulbi veri e propri, quello del Gladiolo non è perenne: durante la fase vegetativa si esaurisce, ma dalle gemme presenti nel bulbo-tubero si formano degli stoloni che si rigonfiano per dare origine a minicorni, cralen o bulbetti (10-50), a seconda delle cultivar. Essi sono impiegati per la moltiplicazione. Per ottenere i bulbetti si pongono a dimora i bulbo-tuberi, preparati con il metodo HWT (Hot Water Treatment), in un terreno sciolto, organico (2-3%), concimato con potassio e fosforo, e trattato con fumigante che riduce i parassiti e le infestanti. In questo modo si facilita l ingrossamento dei bulbetti e la futura raccolta di essi. tecnica colturale. Il Gladiolo può essere coltivato in pien aria o in ambiente protetto. Preferisce terreni sciolti, dotati di buon drenaggio, di sostanza organica e profondi. Il terreno viene disinfettato, lavorato a una profondità di 30 cm perché l apparato radicale si approfondisce fino a 40-50 cm. All atto della preparazione del terreno, si distribuiscono la sostanza organica, i concimi fosfatici e potassici, mentre il letame va apportato alla coltura precedente. All impianto si può effettuare la pacciamatura del terreno con film di plastica nera soltanto per le colture praticate durante l autunno. Essa ha il vantaggio di impedire lo sviluppo delle infestanti, di mantenere più elevata la temperatura del terreno riducendo l evaporazione e, quindi, diminuendo gli apporti di acqua. La densità colturale è pari a 20-30 bulbi/m2 nelle piantagioni invernali, quando c è meno luce, mentre d estate a 50-60 bulbi/m2. Il calibro maggiore si usa per le colture invernali. In copertura si distribuiscono i concimi potassici. Tra le operazioni colturali, l irrigazione deve mantenere l umidità costante poiché gli stress idrici determinano l incurvamento della spiga e l aborto dei fiori, in particolarmente nello stadio compreso fra la 4a e la 6a foglia. L irrigazione è ancora più importante, dato che si opera solitamente in terreni sabbiosi e con livelli elevati di potassio dati dalle concimazioni. Si deve, poi, eseguire una diserbatura manuale o chimica (Trifluralin o Dacthal ), specialmente se il terreno non è stato disinfettato. La pianta deve essere tutorata, dato che le spighe fiorali, molto pesanti, potrebbero incurvarsi e spezzarsi. Il ciclo di coltivazione è di 5 mesi. raccolta. La raccolta viene effettuata preferibilmente di sera quando il primo fiore della spiga, situato in basso, mostra il colore. Le spighe si recidono con un coltello ben affilato lasciando sulla pianta, di solito, 4-5 foglie. Appena raccolte, le spighe fiorali vengono poste in acqua e trasportate al magazzino di conservazione. Si raccolgono 18.000-20.000 steli/1.000 m2. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Iris (Iris spp.) Fam. Iridaceae. L Iris appartiene alla famiglia delle Iridacee. Il nome del genere deriva da Iride, la messaggera degli Dei. Occorre fare una distinzione tra l Iris rizomatosa e l Iris bulbosa. La prima possiede un rizoma grosso e carnoso, pachimorfo, con foglie parallelinervie, disposte a ventaglio, tra cui si trova uno stelo che porta fiori composti da 6 vistosi tepali con 6 stami. Si distinguono Iris barbate che possiedono peli sul perigonio, Iris non barbate e, infine, Iris crestate che nel perigonio portano, al posto dei peli, una formazione a cresta. Esistono moltissime cultivar di Iris rizomatose D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin