SEZIONE D

D 382 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI che hanno colori pregevoli, uniti o screziati, pallidi e vivaci in una gamma assai estesa. Le Iris bulbose sono anche indicate per il fiore reciso. Sono dette Iris ibridi hollandica che derivano da incroci tra l Iris xyphium della Spagna, l Iris fontanesi, spontaneo in Marocco, e l Iris tingitana della Libia. Queste Iris possiedono un bulbo affusolato, appuntito, protetto da tuniche papiracee, di colore giallo oro, che muoiono al termine della coltura. Dal bulbetto si originano foglie sessili, strette e allungate, e uno stelo che porta il tipico fiore composto da 3 tepali esterni più grandi e 3 più piccoli, verticali, e 3 stami; l ovario è infero. Il numero delle cultivar di Iris è alquanto limitato; tra le più note vi sono Prof. Blaaw, azzurro, White wedgwood, bianco, Apollo, giallo quando il fiore è nello stadio di bocciolo per poi divenire bianco, Ideal, azzurro con macchie gialle, Golden Harvest, giallo, e Magic blue, blu. propagazione. Avviene per mezzo di bulbetti posti a dimora in ottobre in terreno sciolto, dotato di sostanza organica e profondo. Occorre effettuare irrigazioni, scerbature, concimazioni con un tenore più elevato in potassio e asportare il fiore non appena si forma. Si raccolgono, poi, in giugno-luglio estirpandoli, quando le foglie sono essiccate, si lasciano asciugare in campo, si ripuliscono, selezionati e calibrati. I bulbetti, per raggiungere 8 cm di circonferenza, sono posti a 15 °C al fine di favorire l ingrossamento del bulbo. Quando i bulbi sono estratti dal terreno, non è ancora avvenuta la differenziazione del fiore. Per tale motivo vengono sottoposti a una successione di alte e basse temperature, 32 °C per 10 giorni, quindi 17 °C per 2 settimane e 9 °C per 6 settimane. Per avere fioriture ritardate i bulbi vengono mantenuti a 0 °C o a 30 °C, avendo cura che l umidità relativa sia elevata, per evitare la disidratazione del bulbo e la perdita di sostanza secca, oppure i bulbi si possono trattare con etilene (500 mg/L di etephon). tecnica colturale. Nel caso dell Iris bulbosa, il ciclo colturale va da 3 a 6 mesi, a seconda della precocità della cultivar. Si sceglie un terreno sciolto che viene disinfettato. Se l Iris segue il Garofano e il Crisantemo e altre colture che hanno ricevuto elevati apporti di concime, il terreno dovrà essere dilavato in quanto l Iris teme molto la salinità, parametro che occorre controllare periodicamente. La piantagione, su pacciamatura, si aggira su 40-80 bulbi/m2, eseguita tra fine estate e inizio autunno, interrando i bulbi a non più di 5 cm, a una distanza di 15-20 cm sulla fila e 70 cm fra le file. Le concimazioni prevedono prodotti con un titolo più elevato di potassio, elemento che migliora la resistenza alle malattie e alla siccità, favorisce la produzione di fiori di un migliore colore, stimola un maggiore turgore vegetativo e agevola il trasporto dei carboidrati all interno della pianta, quindi fertilizzanti complessi a basso contenuto di N (5-10-10 o 5-10-5) o concimi semplici a base di fosforo o farina d ossa. L Iris ha basse esigenze termiche; per questo motivo durante il periodo estivo si rende necessario effettuare un ombreggiamento con reti nere a maglie molto fitte. Tuttavia, d inverno la bassa luminosità può dare origine a fiori abortiti. Anche l umidità deve essere attentamente considerata: essa va mantenuta intorno al 70-80%. L Iris predilige terreni con pH da 6 a 7, sciolti, sassosi, con tendenza all arido e con esposizione soleggiata. In passato si coltivava come coltura marginale nell interfila di oliveti e vigneti o inserita in una rotazione quadriennale o quinquennale. In climi secchi è bene poi intervenire con l irrigazione ogni 7-10 giorni fino a quando le temperature si abbassano. Durante l accrescimento devono essere asportati steli e foglie che appaiono morenti o di colore scuro. In primavera deve essere controllata la flora infestante. La coltivazione viene praticata anche per la vendita dei rizomi a fini cosmetici. raccolta. La raccolta va effettuata quando i fiori iniziano a mostrare il colore, confezionandoli in mazzi da 20 steli. Un prodotto, il Fadion

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin