Narciso

PIANTE BULBOSE - NARCISO - RANUNCOLO D 383 (derivato dall ammonio quaternario), alla dose di 5 ml/L con l aggiunta di 20 g/L di saccarosio, migliora la durata del fiore reciso. Si raccolgono 60.000-70.000 steli/1.000 m2. Nel caso della raccolta a fini cosmetici, da luglio a settembre si estirpano dal terreno le piante su cui si esegue la spiantatura, che consiste nella separazione delle foglie dai bulbi o piantine che servono per la piantagione successiva. Segue la sbarbucciatura, cioè l eliminazione delle radice dai rizomi, che poi vengono lavati e mondati. Successivamente sono seccati e conservati per almeno 5 mesi. Le rese medie di pieno campo si aggirano su 6-8 t/ha di rizomi freschi, corrispondenti a 2-3 t/ha di rizomi secchi al 3-4° anno. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Narciso (Narcissus spp.) Fam. Amaryllidaceae. Il Narciso è originario dell area mediterranea, ma le varie specie si sono diffuse progressivamente fino a Francia settentrionale, Portogallo, Spagna, Jugoslavia, Gran Bretagna, Balcani e perfino Medio Oriente. Esistono più di 60 fra specie e sottospecie, e oltre un centinaio di cultivar. La Royal Horticultural Society di Londra ha riunito in 12 divisioni i Narcisi ottenuti da incroci secondo la forma del fiore e in una tredicesima le specie naturali. Volgarmente possono essere chiamati tromboni o giunchiglie. Il genere Narcissus appartiene alla famiglia delle Amarillidacee. Il nome del genere deriva dal greco narkao 5 paralizzare, perché si credeva che il profumo fosse narcolettico. caratterizzato dall avere un bulbo tunicato della dimensione di 13-14 cm di circonferenza. Esistono bulbi che hanno un solo apice e altri che ne hanno più di uno (spesso due o tre). Esistono diverse specie di Narciso come il N. pseudonarcissus, il più popolare, con fiore giallo, dotato di una coronula semplice o doppia; il N. poeticus con fiore di colore bianco, con una coronula rossa, e il N. tazeta (giunchiglia) che sullo stelo porta più fiori bianchi, profumati, con una piccola coronula. propagazione. Può essere eseguita per mezzo di bulbetti, che vengono fatti ingrossare, oppure con la divisione di un bulbo, dotato di un solo apice, in spicchi (6-8) che vengono sistemati in un contenitore con sabbia e torba, al caldo e in presenza di elevata umidità. In circa 90 giorni, dalle scaglie si formano bulbetti che richiedono un periodo di 3-4 anni per ingrossare e raggiungere la forza da fiore. forzatura. La forzatura viene praticata per far fiorire la pianta a dicembre. I bulbi raccolti in maggio-giugno si conservano a 13-16 °C fino al momento della forzatura. A fine agosto si pongono a 30-40 °C fino al momento in cui viene raggiunto lo stadio di paracolla. A tale stadio inizia il trattamento con le basse temperature: i bulbi si portano a 17 °C per 2 settimane, quindi si mantengono a 9 °C fino al momento della messa a dimora, solitamente in ottobre, e dopo 2 mesi si ha la fioritura. tecnica colturale. La coltura si effettua in ambiente protetto nei mesi autunnali, con 13 °C notturni. Il substrato di coltivazione deve essere tendenzialmente acido, dotato di sostanza organica e ben drenato. I bulbi vengono interrati con una densità di 70/m2 mantenendo una buona ventilazione dell ambiente. Essendo il ciclo colturale di breve durata, si effettua soltanto qualche fertirrigazione, con un rapporto più elevato in potassio. La raccolta avviene a dicembre. raccolta. Si effettua a strappo, quando il fiore si trova in uno stadio detto a collo d oca. avversità. Il maggior pericolo per queste piante è rappresentato dai ristagni idrici che portano a marciumi dei bulbi (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Ranuncolo (Ranunculus asiaticus) Fam. Ranunculaceae. Il genere Ranunculus appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee. In Italia è coltivato su una modesta superficie, in Liguria e in Toscana, nonostante gli ibridatori del nostro Paese abbiano ottenuto D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin