Tuberosa

D 384 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI cultivar assai pregiate. Si tratta di una pianta erbacea rizomatosa, costituita da un corto rizoma su cui sono inserite, nella parte inferiore, radici persistenti, tuberose, e in quella superiore da 1 a 5 gemme. Alta circa 30-40 cm, presenta foglie ovate profondamente divise. I fiori possono diventare larghi fino a 7-8 cm. Il Ranuncolo va distinto in diversi gruppi: asiatico, di Persia, di Firenze, di Turchia e della California (Tecolote). La pianta è caratterizzata dal possedere una radice tuberosa, da cui si dipartono steli fiorali pubescenti che terminano con un solo fiore, caratteristico per avere un grande numero di petali concentrici dai colori più svariati: bianco, rosa, rosso, giallo, bronzo, arancione. I piccioli fogliari portano foglie incise, dentate. propagazione. Si ricorre al seme solo per il miglioramento genetico e per ottenere le radici tuberose. Solitamente si impiega il rizoma pregermogliato, per ottenere fiore precoce con inizio produzione in ottobrenovembre, o il rizoma secco che, prima di essere piantato, viene reidratato in acqua per circa 16 ore e stressato in frigo caldo-freddo per stimolare una maggiore precocità di germinazione. La tecnica permette di ottenere un fiore tardivo con raccolta da febbraio. L impianto, da settembre a dicembre, viene eseguito su porche larghe 60 cm, con passaggi di 40 cm; i rizomi, di 3-5 cm di diametro, si impiantano a una distanza di 15-17 cm sulla fila e 30 cm fra le file; in questo modo si ottiene una densità di circa 20 piante/m2. I rizomi devono essere interrati a circa 1 cm. tecnica colturale. Dopo l impianto, i rizomi vengono coperti con della pacciamatura organica (paglia) al fine di conservare fresco il terreno ed evitare la formazione della crosta. La coltura si adatta bene a terreni con un pH di 6,5-7, con bassa salinità e ricchi di sostanza organica. Occorre disinfettare il terreno con nematocidi in quanto il Ranuncolo può essere attaccato dal Ditylenchus. Durante la coltivazione il terreno va tenuto costantemente umido, senza creare scompensi. Per questo l impianto a goccia fornisce i migliori risultati. Il Ranuncolo può essere coltivato sia in pien aria che in ambiente protetto. In pien aria necessita di reti ombreggianti bianche al 50-75%. La coltivazione, eseguita in ambiente protetto, permette di avere una produzione anticipata e, quindi, di qualità superiore. Sono utili fertirrigazioni quindicinali, con un rapporto più elevato in azoto nelle prime fasi del ciclo colturale e successivamente di potassio. Al termine della coltura le radici tuberose (chiamate comunemente zampe) non vengono riutilizzate. La coltura del Ranuncolo vuole un rapporto nutritivo N:P:K di 1:0,6:1,5. raccolta. L epoca di raccolta dipende, oltre che dalle dimensioni del rizoma piantato, dalla varietà coltivata. Generalmente una varietà precoce inizia a produrre fiori a partire da fine ottobre-inizio novembre, mentre una varietà tardiva inizia a produrre per fine febbraio. Si raccolgono gli steli e successivamente si confezionano in mazzi di dieci. La produzione media del Ranuncolo è di circa 11 fiori/pianta (127 steli/ m2) per le coltivazioni protette e 9 fiori/pianta (110 steli/m2) per quelle in pien aria. avversità. (®Sezione G Avversità e difesa delle colture). Tuberosa (Polianthes tuberosa) Fam. Amarillidaceae (Agavaceae). Pianta erbacea perenne, tuberosa, che raggiunge 1 m di altezza. Originaria del Messico, è stata introdotta in Europa ai primi del 1600. Comprende circa 13 specie. Ma quella più utilizzata è la Polianthes, tuberosa con rizoma sul quale si forma un bulbo circondato da bulbilli. Presenta foglie nastriformi, lunghe fino a 60 cm e arcuate verso l esterno. I fiori sono imbutiformi, riuniti in infiorescenze a spighe, con perigonio bianco che termina con 6 lobi arrotondati. La cultivar La Perla presenta fiori doppi. propagazione. Viene affidata ai piccoli tuberi che si formano attorno al principale, che vanno prelevati in autunno per essere trapiantati in primavera. Occorre piantare solo tuberi che non abbiamo mai

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin