Tulipano

PIANTE BULBOSE - TUBEROSA - TULIPANO D 385 fiorito, perché fioriscono una sola volta. tecnica colturale. La coltura viene allevata all aperto in piena terra nelle zone a clima mite o in ambiente protetto e, in alcuni casi, in vaso dove le temperature si mantengono basse. Alla fine della stagione vegetativa, in autunno, quando avviene l ingiallimento delle foglie, i tuberi vanno rimossi dal terreno (sia il tubero madre sia quelli che gli si sono formati intorno), in quanto il tubero principale non potrà rifiorire e quindi non è opportuno ripiantarlo quando la coltivazione viene fatta per ottenere i fiori. Le neoformazioni vanno invece riposte in torba o vermiculite per tutto l inverno e trapiantate la primavera successiva. La distanza di piantagione sulla fila è di circa 15-20 cm, mentre tra le file si aggira su 60 cm. Dopo l impianto si arriva alla fioritura in 90-120 giorni. Un tubero produce da 2 a 3 fiori. Il substrato di coltivazione è costituito da terreno di medio impasto, ben drenato e ricco di sostanza organica. Lo stesso per il substrato di invasatura. Durante il periodo vegetativo (primavera-estate) sono necessari interventi irrigui, specie durante la fioritura. Per la fertilizzazione si utilizzano concimi liquidi o granulari con le stesse proporzioni di N, P K, una volta ogni 4-6 settimane. raccolta. La Polianthes viene coltivata per la produzione di fiore reciso. La semina avviene in genere tra la tarda estate e l inizio dell autunno. I fiori spuntano dopo 90-120 giorni e alla raccolta si hanno circa 25 steli/m2. avversità. Le patologie più importanti sono: il cancro dello stelo, il cui agente è dato da un fungo del genere Phomopsis, le cui stilospore attaccano lo stelo provocando tacche di seccume color ocra scuro, con la parte centrale ricca di picnidi di colore cinerino; la Sclerotinia sclerotiorum (Lib.) De By, che provoca il marciume di tuberi e parti epigee, con formazione di micelio biancastro e feltroso. Fra gli insetti è il caso di ricordare gli Emitteri del genere Aphis, che colpiscono le parti epigee della pianta, mentre nei casi di forte infestazione si ha un marcato deperimento generale della pianta. Anche gli Acari della specie Tetranychus althaeae v. Hanst. causano il disseccamento delle foglie. Tulipano (Tulipa gesneriana) Fam. Liliaceae. La pianta è originaria del Caucaso e dell Himalaya, deriva da zone montuose fino a un altezza di 4.000 m, in un ambiente in cui, d estate, il clima è caldo e asciutto e, d inverno, freddo e umido. Il termine tulipano deriva da un vocabolo persiano che significa turbante . Il Tulipano, Tulipa gesneriana, fa parte del genere Tulipa della famiglia delle Liliaceae. Si conoscono più di 100 specie e numerose cultivar e ibridi naturali. Esistono circa 5.000 ibridi ottenuti in Olanda. Il Tulipano possiede un bulbo tunicato, avvolto da tuniche marroni, dalla forma di una grossa castagna, che muore al termine del ciclo vegetativo. Al suo posto si viene a formare un nuovo bulbo con bulbetti: questi ultimi richiedono 1-2 anni per raggiungere la forza da fiore, pari a 11 cm di circonferenza. L attuale classificazione dei tulipani si basa non soltanto sul tipo e sulla forma del fiore, ma anche sulla sua dimensione e sul periodo di fioritura. Vengono distinti quindici gruppi, dei quali gli ultimi quattro sono spesso denominati tulipani botanici. propagazione. Avviene utilizzando i bulbetti che si formano intorno al bulbo. Questi sono posti nel terreno in ottobre e raccolti in maggio. Occorre disporre di un terreno sciolto, dotato di sostanza organica, profondo e disinfettato. I bulbetti si interrano con una densità di 80-100/m2, avendo cura di eliminare le erbe infestanti e, soprattutto, i fiori non appena compaiono. Le piante vengono irrigate durante la stagione primaverile e concimate regolarmente con un concime complesso a titolo più alto in potassio. Quando la parte aerea è essiccata, si scavano i bulbi che vengono lasciati sul terreno, per qualche giorno, ad D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin