3. Piante da fiore e da foglia

D 386 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI asciugare; quindi sono selezionati, escludendo quelli malati, malformati e non perfettamente ricoperti dalle tuniche protettive. Vengono mantenuti a 20 °C per favorire il futuro ingrossamento del bulbo. forzatura. Nel caso si vogliano bulbi preparati, essi devono essere prelevati dal terreno in maggio-giungo. Perché si verifichi l induzione a fiore, è necessario porli in cella climatizzata a 34 °C fino a che si formano gli abbozzi del fiore, ossia lo stadio G (gineceo). Esso è riconoscibile dalla colorazione con blu di metilene della sezione trasversale del bulbo. Infatti compaiono 2 cerchi concentrici di colore giallo quali primordi delle foglie e del fiore. Se, invece, non compaiono i cerchi, lo stadio G non è ancora stato raggiunto. I bulbi vengono lasciati ancora a 34 °C fino alla presenza di questo. A questo punto vengono sottoposti al freddo e posti gli uni vicini agli altri entro cassette disinfettate con formalina e riempite con sabbia e torba trattate. Inizia la fase detta di precooling, per cui si lasciano a 5 °C o a 9 °C, a seconda del periodo dell anno, a bassa intensità luminosa (1.000 lux), all asciutto, in presenza di ventilazione, per prevenire gli attacchi di malattie. Dopo il precooling i bulbi sono messi entro torba nella rooting room (camera di radicazione) con il 90% di umidità. I bulbi sono lasciati in queste condizioni fino al momento del trapianto in ambiente protetto, dove nello spazio di 20-25 giorni, avverrà la fioritura, a una temperatura di 15-18 °C. tecnica colturale. Se per l impianto si usano bulbi non preparati, vengono messi a dimora in ottobre e in pien aria con una densità di 40/m2 per avere la fioritura in primavera. Nel caso in cui si usino bulbi preparati, l impianto viene eseguito in ambiente protetto in ogni periodo dell anno, con densità di 80 bulbi/m2 su terreno sciolto (basso livello di salinità), disinfettato. I bulbi si pongono nel terreno piuttosto superficialmente, a soli 3-4 cm di profondità. La temperatura è mantenuta ai livelli forniti dalle operazioni di forzatura. raccolta. Si raccoglie l intera pianta di tulipano, compreso il bulbo, allo stadio di bocciolo chiuso e si confezionano in decine. Il fiore reciso deve essere conservato a 1 °C con l 80% di UR e mantenuto in posizione verticale anche con l utilizzo della benziladenina (citochinina), alla dose di 50 mg/L, in quanto inibisce la sintesi di 7 enzimi, che demoliscono le proteine in amminoacidi e azoto migrando dai petali allo stigma. Inoltre, poiché lo stelo ha tendenza ad allungarsi anche dopo la raccolta, è utile aggiungere nell acqua un brachizzante. In questo modo si impediscono l appassimento e la curvatura dello stelo. I bulbi sono conservati per essere ripiantati l anno successivo in scatole chiuse, ma dotate di fori che assicurano una buona ventilazione. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). D.4 3. Piante da fiore e da foglia Anturio (Anthurium) Fam. Araceae. Il genere comprende 500 specie erbacee sem- preverdi, originarie delle zone tropicali e subtropicali del Centro e del Sud America. Quelle più note sono A. scherzerianum e A. andraeanum. La particolarità dell Anthurium è la spata di colore rosso, cioè una foglia modificata nella cui parte centrale si trova lo spadice, un asta centrale, che porta i veri fiori. La spata comunemente viene chiamata fiore. Si possono distinguere cultivar a moltiplicazione gamica, come la FBA o Flamenco, e agamica (cloni), come Renata, Dolly, Lilly, Ariane. Pianta perenne sempreverde, a giorno neutro, il cui controllo della luminosità è importante sia per lo sviluppo vegetativo che per lo sviluppo del fiore. Le giovani piante vanno ombreggiate a partire da 15.000 lux, quelle adulte da 20.000-30.000. Un eccesso di luce indurirebbe le foglie e provocherebbe la prefioritura, mentre una carenza di luce porterebbe

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin