SEZIONE D

CEREALI - MAIS D 39 I trattamenti erbicidi sono spesso distinti in funzione del momento di applicazione: pre-semina, pre-emergenza e post-emergenza. I prodotti in pre-semina sono erbicidi totali, come il gliphosate, e si impiegano su terreni abbondantemente infestati. L applicazione in pre-emergenza è una pratica in uso soprattutto su terreni non organici, infestati da malerbe difficili da controllare, come l Abutilon; in questo caso si tratta di principi attivi residuali che agiscono soprattutto come antigerminello. In post-emergenza vengono impiegati erbicidi selettivi verso il mais e assorbiti per via fogliare, con le infestanti nei primi stadi di sviluppo. Mentre i trattamenti di pre-emergenza necessitano di almeno una pioggia o di un intervento irriguo per poter esplicare al massimo la loro azione, i trattamenti di post-emergenza richiedono un breve lasso di tempo senza precipitazioni (almeno quattro ore) per non essere dilavati. Attualmente il controllo delle infestanti si basa sull attuazione degli interventi di cui sopra, applicati in numero da uno a tre in funzione del tipo di terreno, dell infestazione e dell andamento climatico. Irrigazione. Il mais ha un elevato fabbisogno idrico, pari a circa 5.000 m3 d acqua per 100 quintali di granella secca prodotta. Comunque questi valori variano in funzione della disponibilità idrica del terreno, dell andamento climatico e delle tecniche colturali adottate. Generalmente si stima che un terreno dotato di buona struttura e capacità idrica riesca ad apportare metà del fabbisogno complessivo, mentre la quota rimanente, circa 250 mm, dovrebbe essere fornita da apporti di falda o da piogge durante il ciclo colturale. L adozione di una tecnica colturale adeguata (es. semina anticipata, sollecitazione della penetrazione dell acqua e delle radici nel terreno, adeguata concimazione e controllo delle malerbe, corretto investimento ) può aumentare la disponibilità idrica per la coltura ma, qualora non fosse sufficiente, allora è necessario ricorrere all irrigazione. Generalmente l inizio del periodo critico del mais, per la scarsa disponibilità idrica, corrisponde alla fase di pre-fioritura (imminente fuoriuscita del pennacchio) e si protrae fino a fecondazione avvenuta e oltre (maturazione latteo-cerosa). I primi sintomi di carenza idrica, come gli avvizzimenti fogliari nelle ore più calde, anticipano la possibile sofferenza dell intera coltura e consentono di programmare l intervento irriguo quando ancora esiste un certo margine prima di incorrere in perdite produttive anche importanti. L irrigazione può essere organizzata a livello aziendale prelevando l acqua da corsi d acqua, canali o pozzi, e somministrata mediante aspersione con impianti fissi o mobili. In diverse zone è ancora presente l irrigazione a scorrimento che utilizza una grande quantità di acqua rispetto al sistema per aspersione, ma con costi più contenuti. La quantità d acqua necessaria varia da zona a zona in rapporto all evapotraspirazione, alla disponibilità idrica, al tipo di suolo e alle pratiche colturali. La piovosità durante la stagione di crescita raggiunge raramente la quantità di cui necessita il mais; in questi casi l umidità immagazzinata nel terreno alla semina rappresenta il principale fattore per la riuscita o meno della coltura. La quantità d acqua da somministrare per intervento irriguo varia in base ai diversi sistemi adottati: 300-400 m3/ha per interventi a pioggia e 600-700 m3/ha per interventi a scorrimento o per infiltrazione, con un turno che in assenza di pioggia può variare dai 6 ai 10 giorni. In ogni caso il terreno non deve essere portato mai alla massima capacità idrica, in quanto deve essere in grado di trattenere una eventuale pioggia evitando così perdite per ruscellamento o percolazione. D

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin