Crisantemo

PIANTE DA FIORE E DA FOGLIA - CALENDULA - CRISANTEMO D 391 o in ambiente protetto, per quanto riguarda le piantagioni tardive. La specie predilige terreni permeabili ed esposizione soleggiata. La Calendula cresce bene alle temperature più fredde, mentre in estate produce infiorescenze più piccole. Prima della piantagione è necessaria una lavorazione del terreno, una eventuale disinfezione e una sistemazione a porche di 60 cm poste tra passaggi larghi 40 cm. Il trapianto si esegue con sesto di 20 3 25 cm per avere una densità di circa 20 piante/m2. Con la programmazione delle semine in semenzaio si possono ottenere piantine per la fioritura da novembre a maggio, oppure per la produzione tardiva da marzo a maggio. La Calendula, per fiore reciso, viene coltivata a ciclo annuale. Nella fase di accrescimento si eseguono regolari fertirrigazioni, con soluzioni nutritive aventi la EC non superiore a 1,5 mS/cm, alternate a distribuzioni di sola acqua. I rapporti tra gli elementi nutritivi indicativamente sono pari a 1:0,5:1,5. Per ottenere un maggior numero di fiori, circa 2 mesi dopo la semina, conviene eliminare il primo bocciolo. raccolta. La raccolta degli steli avviene a strappo, quando almeno 2/3 dei fiori ligulati sono distesi. Si raccolgono circa 4-5 fiori per pianta, da novembre fino a maggio, a seconda dell epoca d impianto scelta. Gli steli vengono strappati eliminando le foglie basali. Si confezionano in mazzi da 10 steli che poi sono riuniti in cinquantine. I fiori recisi si possono conservare in acqua per pochi giorni a 4 °C. La produzione media è di circa 60 fiori/m2. avversità. Dal punto di vista fitosanitario, la specie è soggetta soprattutto a marciume del colletto da Rhizoctonia spp. e Sclerotinia sclerotiorum, a marciume di steli e boccioli da Botrytis cinerea, ad alterazioni fogliari da Alternaria sp. e Cercospora sp., a ruggine da Entyloma calendulae, a mal bianco da Oidium spp. Non sono comunque da trascurare attacchi di insetti Frankliniella occidentalis, Aphis fabae, Myzus persicae, nottue e tortricidi. Crisantemo (Dendranthemum morifolium, Chrysanthemum indicum) Fam. Asteraceae o Compositae. Pianta erbacea e rizomatosa, comprende gli ibridi e le varietà di alcune specie uniflore, con capolini grandissimi o grandi (crisantemi standard, anemone, ecc.) e multiflore, con fiori piccoli e numerosi (coreani, pompon, spider, turner, ecc.). La pianta, originaria del Giappone e della Cina, presenta molta variabilità anche relativamente ai colori e alla forma dei fiori che, a seconda del numero e della forma dei petali, possono essere semplici, semipieni, pieni o doppi. Il Crisantemo è una pianta perenne che tuttavia viene coltivata come pianta annuale. Il periodo di fioritura è normalmente ottobre, ma con la selezione genetica sono stati ottenuti ibridi caratterizzati da una fioritura scalare che inizia a maggio e termina a ottobre. I mercati classificano i crisantemi anche in base al tipo di fioritura (naturale o programmata). I numerosi ibridi selezionati vengono coltivati come piante da vaso o da fiore reciso. Botanicamente il Crisantemo è un suffruttice con steli che diventano legnosi, pur rimanendo di piccole dimensioni, ma il comportamento in coltivazione è quello di una pianta che ricaccia ogni primavera delle gemme basali. In alcune varietà si richiede un periodo di bassa temperatura (vernalizzazione) perché si sviluppi la vegetazione. L infiorescenza, quella che commercialmente si chiama fiore, è un capolino che viene sistemato in 12 classi principali e 13 aggiuntive. Inoltre il capolino può essere classificato: a margherita, ad anemone, a pompon, spider e a palla. propagazione. La propagazione più diffusa avviene per talea da piante madri ottenute in vitro, per ragioni sanitarie. La radicazione avviene inserendo le talee prelevate in cubetti di terriccio premiscelato e umidificato. Tali cubetti vengono, poi, alloggiati in cassette e in 8-10 giorni si ha il radicamento delle talee. tecnica colturale. Merita una breve premessa l induzione a fiore del Crisantemo. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin