Mimosa

PIANTE DA FIORE E DA FOGLIA - LISIANTHUS - MIMOSA D 401 fine inverno) o per divisione dei cespi. tecnica colturale. Il Lisianthus viene coltivato in ciclo primaverile-estivo e autunno-vernino. L impianto è eseguito con trapianti dalla seconda decade di agosto e fino a marzo, ottenendo produzioni scalari da novembre a giugno. La coltivazione per la produzione invernale viene impiantata in estate, ma l eccessivo caldo e la scarsa umidità possono bloccare lo sviluppo vegetativo. Ciò può essere evitato ricorrendo alla nebulizzazione e all ombreggiamento. Inoltre, per fare fronte alle basse temperature invernali, può essere necessario un riscaldamento di soccorso. La piantagione tradizionale è in autunno per avere la produzione primaverile-estiva o a fine inverno/primavera per la produzione estiva. Nel caso di produzione extrastagionale (Meridione d Italia) si trapianta a fine estate. L impianto si effettua su terreno preventivamente disinfestato, concimato, sistemato ad aiuole pacciamate, larghe 50-60 cm, e provvisto d impianto irriguo e di rete di sostegno, in plastica, a 2-3 palchi. La densità d impianto è mediamente di 15-20 piante/m2. Nel caso di tecniche di coltivazione che prevedono di ottenere una sola produzione, si può aumentare l investimento fino a 30-40 piante/m2. Le produzioni invernali sono basate sui fiori semplici, mentre per le produzioni primaverili si impiegano varietà a fiore doppio. Dopo 10-15 giorni dal trapianto si può intervenire con la fertirrigazione, utilizzando concimi complessi a più alto titolo d azoto; dalla formazione del bocciolo in poi occorre impiegare concimi a più alto titolo di potassio. Con lo sviluppo delle piante in altezza è necessario alzare la rete di sostegno per evitare l allettamento degli steli. Le fertirrigazioni devono essere alternate con distribuzioni di sola acqua, più frequenti durante i mesi di forte crescita (primavera-estate), poi gradatamente diradate. raccolta. La produzione, negli impianti estivi, si ha dopo 70-80 giorni dal trapianto e continua con raccolte settimanali, di 1 stelo/pianta, per circa 80-90. Negli impianti invernali e primaverili (gennaio-febbraio) la raccolta inizia dopo 90-100 giorni e dopo 50-60 giorni negli impianti eseguiti nel mese di marzo, con produzioni medie di 4-5 steli/pianta che vengono confezionati in mazzi (10 steli). avversità. Fra le crittogame, la Botrytis cinerea può limitare fortemente la sopravvivenza della pianta, così come il marciume del colletto Rhizoctonia solani e quello basale ad opera del Pythium spp. Anche la Peronospora chlorae può limitare la durata della coltivazione. necessario anche il controllo accurato dei parassiti animali, quali Frankliniella occidentalis, Aphis fabae e Myzus persicae, delle nottue (es. Spodoptera littoralis), ma è opportuno controllare anche gli attacchi da mosche bianche (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci ). Mimosa (Acacia dealbata) Fam. Leguminosae (Fabaceae). Le Mimose sono Acacie di origine australiana. Appartengono alla famiglia delle Leguminose. Possono raggiungere altezze superiori a 8 m. Presentano foglie alterne composte (A. decurrens, A. dealbata) oppure semplici lineari (A. retinoides, sin. A. floribunda e A. longifolia). I fiori sono capolini globosi di colore giallo, riuniti in grappoli molto densi. Per la produzione delle fronde si utilizzano varietà appartenenti ad A. decurrens e A. dealbata. La pianta, utilizzata inizialmente come pianta ornamentale da giardino, è oggi una delle più importanti piante da fronda fiorita. La coltura si è diffusa dalla Riviera ligure a tutto il Centro-Sud con circa 600 ha. propagazione. La pianta si può riprodurre per seme, per talea, per margotta, innesto e prelievo di polloni. tecnica colturale. La coltivazione può avvenire in pien aria e in piena terra, anche se le piante temono le gelate e i forti venti, quindi debbono essere coltivate in zone protette e con clima mite. Richiedono terreni ben drenati, non calcarei, con pH compreso fra 5,5 e 6,5. Gli impianti in piena terra vengono D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin