Pesco da fiore

D 402 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI eseguiti in primavera con sesti di 5 m 3 5 m (400 piante per ha). Nei primi anni di vita la Mimosa ha un apparato radicale molto superficiale e la parte epigea risulta altresì molto fragile. Senza un supporto è frequente che gli alberi vengano sradicati dal vento o che il tronco si spezzi. Le piante sono allevate a cespuglio, quindi con impalcatura bassa per agevolare la raccolta. possibile anche la coltivazione in vaso profondo almeno 40 cm e con substrato di terriccio e torba, in parti uguali, con argilla espansa sul fondo per agevolare il drenaggio. Tale impianto può essere posto anche in ambiente protetto, specie in climi freddi. Gli interventi colturali riguardano l irrigazione (ogni 15-20 giorni, ma evitando interventi nei periodi freddi); la concimazione va effettuata all inizio della stagione primaverile o autunnale e per le piante in vaso si utilizzano concimi liquidi da somministrare ogni 15 giorni da maggio a settembre. Si può intervenire con diserbi chimici in caso di necessità. Le lavorazioni debbono essere leggere per non danneggiare le radici che sono superficiali. All inizio dell estate vengono cimati i rami più vigorosi, per favorire la crescita di fronde di taglia commerciale (40-80 cm). L Acacia va potata ogni anno dopo la fioritura per mantenere una forma armoniosa della pianta. raccolta. La pianta entra in produzione già al 2° anno e può durare fino a 20 anni. Le fronde vengono raccolte quando il 30-60% dei glomeruli è completamente aperto, confezionate in mazzi da 250 a 500 g e messe in acqua. La produzione varia da 5 a 10 kg a pianta. Si ha fioritura dall inverno alla primavera a seconda della specie. avversità. Il deperimento delle colture può essere causato da asfissia radicale per mancanza di drenaggio e da attacchi fungini alle radici (Armillaria mellea e Verticillium dahliae). Tra i parassiti animali più pericolosi sono da citare la Psylla uncatoides e alcune cocciniglie cotonose e a scudetto. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Pesco da fiore (Prunus spp.) Fam. Rosaceae. Il genere Prunus (Persica) comprende varie specie, tra cui diverse ornamentali di cui vengono commercializzati rami delle cultivar a fiore semplice, a fiore grande precoce e a fiore doppio di colore rosa, bianco o fucsia. Non sono coltivazioni molto diffuse. La pianta presenta una corteccia di colore verde oppure castano. I fiori compaiono insieme alle giovani foglie. Con l impiego di cultivar sterili precoci o tardive si può programmare una produzione di rami fioriti scalare. Le origini del pesco sono medio-orientali, dove lo si può ancora rinvenire allo stato selvatico. Secondo alcuni il pesco arriva in Europa a seguito delle spedizioni di Alessandro Magno contro i Persiani, secondo altri i Greci lo avrebbero introdotto dall Egitto. propagazione. La riproduzione per seme è utilizzata solo per ottenere portainnesti. La propagazione delle varietà utilizzate avviene per innesto a gemma dormiente, eseguito a fine estate o inizio autunno. Il portainnesto può provenire da seme (franco) oppure si può utilizzare il mandorlo, il susino, l albicocco, o il pesco-mandorlo. tecnica colturale. L impianto in genere si effettua nel tardo autunno o a fine inverno su terreno esposto al sole, fertile e ben drenato. Prima dell impianto è buona norma eseguire una concimazione di fondo organica e minerale. Il sesto di impianto è di 2 m sulla fila e di 2-3 m tra le file. La concimazione di produzione viene eseguita a fine inverno, scegliendo un fertilizzante con un rapporto N:P:K di 1:0,5:1,5 e non è opportuno eccedere con le concimazioni azotate per non conseguire un eccessivo sviluppo vegetativo a scapito delle gemme a fiore. In estate è bene intervenire con regolari irrigazioni per non rallentare lo sviluppo delle piante. La potatura invernale ha lo scopo di riordinare i tagli fatti con la raccolta e di eliminare i rami vecchi, cercando di favorire lo sviluppo di quelli più giovani. La spuntatura può essere indispensabile sui rami troppo vigorosi. raccolta. I rami vengono

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin