Pittosporo da fronda recisa

PIANTE DA FIORE E DA FOGLIA - PESCO DA FIORE - PITTOSPORO D 403 raccolti annualmente quando le gemme sono gonfie e si intravede il colore dei petali nel periodo gennaio-marzo, quando le gemme sono gonfie e s intravede il colore dei petali, lasciando 2-3 gemme alla base del ramo per la produzione dell anno successivo. I rami fioriti raccolti vengono confezionati in mazzetti di 3-6 e selezionati come lunghi (120140 cm), medi (90-120 cm) e corti (circa 50-60 cm), oppure come categoria Extra, Prima e Seconda. Le fronde possono essere sottoposte a forzatura in ambiente climatizzato a 25-27 °C, saturo di vapore; il trattamento favorisce una uniforme sbocciatura. avversità. Sostanzialmente le patologie del pesco da fiore sono le stesse del pesco da frutto, ma quelle proprie della fronda sono la bolla (Taphrina deformans), che attacca le foglie deformandole, il corineo (Stigmina carpophila) che determina una impallinatura delle foglie, il cancro dei rametti (Fusicoccum amygdali ), l oidio (Sphaerotheca pannosa e Oidium farinosum) che interessa foglie e germogli. Altra crittogama che attacca foglie e legno è Chondrostereum purpureum (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Pittosporo da fronda recisa (Pittosporum tenuifolium) Fam. Pittosporaceae. Pianta originaria della Nuova Zelanda, caratterizzata da una chioma variegata, costituita da piccole foglie, ovato-oblunghe, di colore grigio-verde all interno e bianco-crema sui margini. un arbusto sempreverde che raggiunge a maturità 2-3 m di altezza. I fiori, bruno-porpora, sbocciano all ascella delle foglie, sono piccoli e non hanno valore commerciale. Le foglie presentano i margini ondulati, caratteristica attenuata se le piante sono coltivate sotto una protezione. Le specie maggiormente utilizzate sono P. tenuifolium cv. Silver Queen e P. tobira. Forma nuova vegetazione svariate volte all anno, ad eccezione dei periodi di freddo e di caldo più intensi. Ad ogni ciclo vegetativo compaiono sulla cima dei rami da tre a cinque gemme a legno, dalle quali si svilupperanno i nuovi rametti. propagazione. Il taleaggio rappresenta la normale tecnica di propagazione. Si attua nella tarda primavera prelevando talee di almeno 10 cm, poste a radicale in substrato di sabbia e torba a 18 °C; dopo la radicazione vengono invasate e mantenute in ambiente protetto fino alla successiva primavera. La propagazione per seme ha tempi molto più lunghi, circa 4 anni per avere piantine per la messa a dimora. tecnica colturale. una pianta rustica, vigorosa e piuttosto resistente alle malattie e alle basse temperature (fino a 26 °C). L eventuale copertura con rete ombreggiante o la coltivazione in ambiente protetto, se da una parte permettono di ottenere uno sviluppo continuo, dall altra producono una vegetazione con internodi troppo lunghi. La coltivazione avviene in pien aria e il periodo migliore per un nuovo impianto è la primavera o la tarda estate, con piantine di un anno provenienti da talea. Il sesto di impianto è il quadrato, con distanza di 2 m sulla fila e tra le file (250 piante/1.000 m2). I terreni permeabili e sub-acidi (pH 6-7) sono i migliori e sono da evitare quelli compatti e calcarei. Le irrigazioni devono essere frequenti, ma con ridotte quantità di acqua; in caso di terreni pesanti e asfittici devono essere, viceversa, poco frequenti ma cospicue. In estate sarebbe opportuno effettuare la bagnatura fogliare con irrigazioni della chioma durante le ore diurne, in modo da ridurre l eccessiva traspirazione che non viene sufficientemente compensata con la sola bagnatura del terreno. Gli interventi di concimazione sono da effettuare in gennaio, a pianta ferma, a inizio vegetazione, all allungamento dei germogli, in piena vegetazione e a fine vegetazione, con fertirrigazioni settimanali o quindicinali, mantenendo un rapporto nutrizionale N:P:K indicativamente di 4:1:2 e una concentrazione salina di 2-3 g/L circa. raccolta. Il primo raccolto si esegue dopo circa 18 mesi dall impianto. La raccolta deve iniziare il più precocemente possibile, cercando di asportare, sfoltendo, i rami ben lignificati. La produzione media annua D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin