Ruscus

PIANTE DA FIORE E DA FOGLIA - ROSA ARBUSTIVA - RUSCUS D 405 un substrato di 30 cm. Al momento della lavorazione viene eseguita una concimazione organica e chimica apportando letame o compost in ragione di 50-100 kg/m2. L operazione deve essere seguita da una disinfezione del substrato con vapore, fumiganti o bromuro di metile. La messa a dimora delle piantine già innestate viene effettuata in febbraio-marzo o anche in agosto-settembre, con densità di 6-8 piante/m2 su due file distanziate di 20-30 cm, con distribuzione alterna delle piante sulle 2 file di circa 20 cm fra piante della stessa fila, e con una distanza fra le file binate di 140-150 cm. In ambiente protetto la piantagione è una tecnica che permette di intervenire minimamente con le lavorazioni. In genere viene effettuata con materiale organico (paglia, letame, torba, ecc.), con uno spessore di circa 10 cm. Lo scopo è quello di mantenere il substrato soffice e permeabile e privo di erbe infestanti anche se, in alcuni casi, bisogna intervenire con erbicidi. La Rosa predilige condizioni costanti di umidità al fine di avere una crescita vigorosa e veloce. Per questo motivo il sistema di irrigazione maggiormente impiegato è costituto da tubi posti a terra fra le due file delle piante e dotati di ugelli a farfalla. I livelli nutritivi di partenza sono tra i più elevati fra le colture floricole e quindi si dovrebbe portare il substrato ad avere almeno l 1,5% di azoto totale, l 1% di anidride fosforica assimilabile, l 1% di ossido di potassio scambiabile. Per le successive concimazioni di copertura si ricorre alla fertirrigazione con cui si arrivano a distribuire, in un anno, 250-270 unità fertilizzanti per 1.000 m2 con un rapporto N:P:K di 1:0,45:0,85 con circa 26 fertirrigazioni corrispondenti mediamente a 2-3 interventi mensili. Negli interventi non bisogna trascurare l importanza di microelementi quali boro, ferro e manganese. Altro importante intervento è la potatura, che permette di regolare l epoca di fioritura e di avere il miglior compromesso fra il numero e la qualità dei fiori prodotti. In pratica la potatura di produzione viene eseguita attraverso la raccolta regolando l altezza di taglio. Normalmente si taglia lo stelo al di sopra della seconda foglia completa, lasciando 3-4 gemme, poiché da quello stesso ramo avranno origine i successivi getti fiorali. In primavera, dopo la raccolta, si effettua una vera potatura tradizionale eliminando la porzione di stelo diventato ormai improduttivo e ritornando in basso sul legno vecchio. Nella vegetazione successiva alla potatura si potranno eseguire interventi di cimatura sia sui succhioni che sui getti principali. raccolta. Si raccolgono i fiori in bocciolo quando sono sufficientemente sviluppati da potersi, poi, schiudere e la porzione apicale dello stelo è ben lignificata, tanto da sostenere il bocciolo. Gli steli recisi vengono selezionati e posti in acqua, quindi mantenuti in frigorifero a 4-5 °C per non più di 3 giorni. Si raccolgono 15.000-25.000 steli/1.000 m2. La raccolta è annuale e l impianto ha una durata di 5-6 anni. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Ruscus [Ruscus racemosus L.; sinonimo Danae racemosa (L.) Moench] Fam. Ruscaceae. Si tratta di una specie esotica, originaria dell Asia sud-occidentale, introdotta in Italia da alcuni secoli. Parente prossimo del Pungitopo, con il quale condivide l appartenenza. Il nome Ruscus, dal punto di vista botanico, indica più correttamente il Ruscus aculeatus, pianta comune della nostra flora, con vistosi frutti rossi al centro di false foglie (pungitopo), mentre dal punto di vista vivaistico-ornamentale indica la Danae racemosa. Altra specie è il Ruscus hypophyllum, raramente coltivato. La pianta è sempreverde, ombrofila, con fronde di 40 e 90 cm. Dal tronco ipogeo (rizoma sotterraneo definito anche cappello), annualmente si rinnovano fronde e radici. Infatti, prima della fine dell estate, si formano sopra al cappello le nuove gemme (occhi), precisamente sul lato esterno delle vecchie fronde, e da queste gemme, in primavera, spunteranno i D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin