Geranio

PIANTE DA VASERIA FIORITA - DRACENA - GERANIO D 411 D. draco, originarie delle Canarie, che hanno foglie di colore verde scuro, sessili, portate a ciuffo, e D. fragrans, meglio nota come tronchetto della felicità. Data la loro origine (Africa orientale, Canarie, Asia, Madagascar), sono piante coltivabili in serra calda che richiedono temperature notturne di 16-18 °C e diurne di 20-25 °C, con umidità relativa del 60-80% e un ombreggiamento che garantisce una intensità luminosa di 20.000 lux. propagazione. La propagazione avviene per talea prelevando, da un ramo laterale, una parte di fusto che andrà diviso in tante piccole porzioni di 5-7 cm, dopo aver eliminato le foglie. Ognuna di queste parti dovrà essere invasata in un substrato di torba e sabbia in parti uguali. I vasi saranno mantenuti a una temperatura di circa 20-24 °C. La comparsa di nuove foglioline indicherà l avvenuta radicazione. In questo modo si avranno talee radicate che verranno rinvasate e trattate come le piante adulte. Si possono anche utilizzare germogli basali (polloni) o getti terminali. tecnica colturale. Ottenute, come abbiamo detto, le talee (barbatelle), vengono invasate in vasi di 15-20 cm, con un substrato soffice, poroso e ben drenato, cui si aggiungono 2-3 kg/m3 di concime complesso. Le irrigazioni sono scarse durante l inverno e abbondanti nei mesi estivi. raccolta. Si possono produrre 30-50 vasi/m2. avversità. (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Geranio (Pelargonium gen.) Fam. Geraniaceae. Il genere Pelargonium è originario del Sudafrica (Capo di Buona Speranza), in una zona con clima desertico, compresa tra 30° e 35° di latitudine Sud, caratterizzata da scarsa piovosità con terreno povero ed esposto a temperatura compresa tra 10 e 20 °C. In queste condizioni si hanno fioriture pressoché continue. La pianta quindi in genere si adatta a condizioni sfavorevoli, per affrontare le quali ha sviluppato un apparato radicale profondo che scende nel terreno fino a 100 cm; anche le foglie sono ispessite e tomentose per ridurre la traspirazione. Per questo anche il fusto è legnoso, nodoso e con aspetto xerofitico. I Pelargonium zonale, peltatum e inquinans sono stati introdotti dagli Olandesi, con i quali sono iniziate le ibridazioni, gli incroci e le successive selezioni al fine di ottenere: il Geranio edera, che deriva dall incrocio tra il P. peltatum e il Teleripresa del Sudafrica, ma anche il Geranio semiedera, ottenuto dall incrocio tra il P. zonale e il P. peltatum. Il Pelargonium ha un fiore zigomorfo (cioè con corolla irregolare), con 7 stami e uno sperone nettarifero sotto il sepalo inferiore. propagazione. La propagazione viene eseguita per talea. In origine le talee erano prelevate, a settembre, dalle piante in vegetazione e poste a radicare in sabbia, poi rinvasate e commercializzate in primavera. Con lo sviluppo della floricoltura industriale, ormai, sono sorte aziende specializzate che coltivano piante madri, sicure dal punto di vista genetico e sanitario, ottenute dalla coltura in vitro utilizzando l apice vegetativo post-termoterapia che consiste nel mantenere le piante in celle climatiche a temperatura elevata, in modo che i virus siano denaturati. Le piantine si ottengono in circa 6 mesi. Le piante madri provengono da barbatelle poste a dimora in giugno e concimate con abbondanti apporti di azoto. Si effettuano trattamenti contro gli afidi, vettori di virus, e contro eventuali funghi patogeni. I fiori vengono eliminati non appena si formano in quanto sottraggono sostanze nutritive ai germogli che danno origine alle talee. Inoltre si diradano le foglie grandi perché impediscono la circolazione dell aria, peggiorando la luminosità. Le talee vengono prelevate dalle piante madri a partire da ottobre e fino ad aprile, dopo di che si eliminano. Da una pianta madre si ottengono da 30 a 50 talee, ma il numero può aumentare facendo un trattamento con GA3 per stimolare la lunghezza D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin