SEZIONE D

D 412 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTIVAZIONI FLORICOLE E ORNAMENTALI e la quantità dei germogli. Il prelievo delle talee richiede grande cura e si effettua con un bisturi (che deve essere disinfettato), in una soluzione idroalcolica, passando da una pianta madre all altra. Le talee vengono recise all altezza di un nodo in quanto radicano più facilmente. La talea sostanzialmente è un getto, composto da 3-4 foglie, da cui sono rimosse le basali per renderlo più facilmente inseribile nel substrato di radicazione. La radicazione avviene in vasetti di rete di plastica o in contenitori alveolati di polistirolo. In tal modo è possibile spedire direttamente le cassette, una volta che le talee sono radicate. Il substrato è dato da una miscela di torba e di perlite con aggiunta di carbonato di calcio, per la correzione del pH. La temperatura ambientale e la umidità relativa elevate, associate a un riscaldamento basale del substrato, sono le condizioni che assicurano la radicazione in 15-20 giorni, senza l impiego di fitoregolatori. possibile conservare le talee ponendole, individualmente, entro sacchetti di polietilene dopo averle trattate con AgNO3 alla dose di 100 mg/L per irrorazione e saccarosio a 50 g/L, fatti assorbire per 24 ore. I sacchetti di polietilene si chiudono con un elastico e si appendono in frigorifero a 4 °C con bassa illuminazione; essendo gli stomi aperti, non si verifica accumulo di etilene. Molto spesso le talee provengono dalle Canarie o dall Africa, dove sussistono bassi costi della manodopera e favorevoli condizioni climatiche. In tal modo è essenziale una rapida spedizione (mezzo aereo). tecnica colturale. Si coltiva in ambiente protetto luminoso, con un ottima circolazione di aria e con materiale di copertura perfettamente trasparente. Il ciclo inizia con l invasatura delle talee radicate utilizzando contenitori con diametro di 12 o 14 cm, in un substrato rappresentato da terra argillosa, per il suo potere tampone, miscelata a torba aggiunta di carbonato di calcio per aumentare il pH. Si aggiungono poi concimi a lento effetto. Il Pelargonio, che ha un ciclo colturale variabile da 4 a 6 mesi, richiede fertirrigazioni quindicinali, con una concentrazione compresa tra 1 e 1,2% e un rapporto più elevato in azoto nelle prime fasi del ciclo colturale e successivamente superiore in potassio. Per l irrigazione è bene evitare il sistema per aspersione in quanto responsabile della diffusione di diverse patologie; per questo è preferibile la subirrigazione. Le temperature di coltivazione vanno da 20 a 25 °C, nelle ore diurne, a 15 °C (a temperature più basse la vegetazione si arresta) nelle ore notturne. La temperatura del terreno deve essere sempre più bassa di quella dell aria. Un leggero ombreggiamento è utile quando le piante sono appena trapiantate e quando si sono formati i boccioli fiorali. Poiché la coltura viene effettuata utilizzando piante sane, è necessario siano disinfettati l ambiente protetto, il bancale e i vasi. Le successive operazioni colturali sono date da cimatura, dopo circa 2 settimane dall invasatura, per favorire l accrescimento; deve essere più modesta per il Pelargonium zonale e più consistente per il Pelargonium peltatum che tenderebbe a svilupparsi troppo in lunghezza. Si possono avere anche interventi brachizzanti in cultivar in cui è indicato l eccessivo allungamento degli steli e degli internodi. Nella coltivazione sono utilizzate molte cultivar di cui si riporta una sintesi. Per il gruppo Pac, caratterizzato da compattezza, elevato numero di fiori e precocità di fioritura, si possono ricordare: Isabel, rosso, semidoppio, molto fiorifero; Silepen, rosso geranio, semidoppio, precoce; Orangepen, arancione, semidoppio, precoce, molto fiorifero; Laura, violetto, semidoppio, precoce, compatto; Icecrystal, lilla-rosa bicolore, semidoppio; Glacis, bianco, semidoppio, foglia scura. Per il gruppo Pelfi, ottenuto da selezionatori tedeschi, si possono ricordare: Bella Elena, rosa salmone, semidoppio; Merkur, rosso vivo, semidoppio; Kardino, rosa scuro, semidoppio; Tango, rosso intenso, semidoppio, foglia scura, compatto; Tango Violet, viola semidoppio, foglia scura, molto compatto; Tango

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin