SEZIONE D

PIANTE DA APPARTAMENTO - FELCI D 415 piante prive di fiori, frutti e semi, ormai sulla Terra da 350 milioni di anni. Si moltiplicano comunemente partendo dalle spore che, in ambiente umido, sviluppano il protallo, formazione di colore verde, cuoriforme, con diametro di 0,2-0,3 cm, verde, su cui si trovano, in alto, gli oogoni (con le oospore) e, in basso, gli anteridi, con gli anterozoi. In presenza di acqua gli anterozoi raggiungono l oosfera e la fecondano. Questa cresce a spese del protallo, forma una fogliolina, poi altre ancora fino alla formazione di una pianta indipendente. Dopo un anno compare il rizoma, fusto metamorfosato, organo di riserva e di resistenza che serve per superare condizioni difficili. In coltivazione le felci più comuni sono Adiantum capillus-veneris, Nephrolepis, Asplenium nidus e A. bulbiferum, Davallia, Polistychum, Platycerium e Pteris. Adiantum capillus-veneris: è il Capelvenere, con steli neri, esili, che ricordano i capelli femminili e pinnule triangolari sul cui margine si trovano sporangi. La pianta, dotata di rizoma, è alta circa 30 cm. La moltiplicazione avviene in primavera, utilizzando le spore o dividendo il rizoma in piccole porzioni che poi vengono invasate in un terriccio di torba e foglie di faggio e poste all ombra. La coltivazione viene eseguita in serra ombreggiata, mantenuta a una temperatura di 7-10 °C. Nephrolepis: la specie più comune è N. exaltata, dotata di rizoma da cui si dipartono fronde lunghe e arcuate, formate dal picciolo, dalla lamina fogliare e dalle pinnule. La moltiplicazione avviene con la coltura in vitro e per divisione del rizoma. Asplenium: felce dotata di proprietà medicamentose, serviva nell antichità per curare affezioni della milza come indica l etimologia del nome asplenos (= milza). Le due specie più diffuse sono: A. nidus, con grandi fronde lucide, di colore verde mela, intere, disposte a rosetta con la nervatura centrale marrone, epifita allo stato spontaneo, vive appoggiata (come un nido) sugli alberi delle foreste delle isole del Pacifico (Filippine, Borneo, Sumatra, Giava); A. bulbiferum, originario della Nuova Zelanda e dell Australia con fronde finemente divise che portano, ai margini, piccoli bulbi (da cui il nome della specie) che danno origine a piante. Queste vengono staccate quando hanno 3-4 foglioline. Davallia: con la specie D. canariensis, nota anche come zampa di lepre per la presenza di grossi e numerosi rizomi ricoperti di squame marroni. Le fronde si inseriscono, con lunghi piccioli, sui rizomi. Si presentano finemente seghettate, a forma triangolare, coriacee, con i sori sulla pagina inferiore. Si moltiplica per mezzo di spore o con porzioni di rizomi, portanti una foglia. Platycerium: il suo nome deriva dal greco platys 5 largo e keras 5 corno. La particolarità di questo genere è che in natura sono piante epifite (vale a dire che vivono sopra i rami delle altre piante e traggono il nutrimento dall umidità e dall aria circostante) e presentano due tipi di fronde molto diverse tra loro: un primo tipo è costituito da una singola fronda appiattita, con la quale aderisce alla pianta ospite avvolgendosi attorno al ramo, originando nella parte centrale di essa l altro tipo di fronda, anch essa piatta e dal caratteristico aspetto a corna di alce che produce le spore in grappoli sospesi nella pagina inferiore. Sono piante che vivono bene in casa, sia in vaso che in cesti sospesi, e sono molto decorative. P. alcycorne: simile alle corna dell Alce nel caso delle fronde fertili, profondamente incise, di colore verde grigio, coperte da una fitta peluria. Le fronde sterili a forma di disco, piatte, si rinnovano continuamente, sovrapponendosi le une alle altre, di colore verde da giovani e marrone a maturità. Essendo la pianta epifita, si ancora ai rami degli alberi delle foreste tropicali. Originaria dell Australia, viene moltiplicata in vitro, usando come espianto l apice vegetativo, per mezzo delle spore e degli stoloni, D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin