SEZIONE D

D 42 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO L insilato di mais ceroso, o silo mais, viene ottenuto trinciando l intera pianta di mais raccolta in coincidenza della maturazione cerosa della granella, quando la coltura presenta un contenuto di sostanza secca media pari al 31%, con la prospettiva di ottenere la massima quantità di foraggio per ettaro. La lunghezza ideale di taglio del foraggio varia da 0,5 a 1 cm, in relazione al diverso contenuto in sostanza secca: maggiore è il contenuto e minore sarà la lunghezza di taglio e viceversa; anche la granella dovrà essere triturata. Per ottenere un buon silomais è importante effettuare con rapidità le operazioni di carico del silo, comprimere la massa molto bene con trattrici gommate e chiudere immediatamente la massa insilata con apposite coperture di plastica o PVC. Generalmente, con valori di sostanza secca medi, oscillanti dal 29 al 35%, la compressione deve essere particolarmente accurata. Valori più bassi di sostanza secca possono portare a perdita di liquido dalla massa (colature) e a problemi di salubrità del prodotto a causa di fermentazioni anomale; al contrario, i foraggi ad alto contenuto di sostanza secca sono di difficile compressione e quindi non consentono l eliminazione di gran parte dell aria e dell ossigeno, impedendo alla massa il raggiungimento di adeguate condizioni di anaerobiosi, indispensabili per ostacolare lo sviluppo di fermentazioni anomale che causano gravi problemi alle bovine in lattazione. Con le moderne macchine semoventi, in grado di raccogliere e trinciare 6 file alla volta, i tempi di raccolta, quando non condizionati dal trasporto, sono di circa 1,5 ettari all ora. Per il trasporto del foraggio raccolto possono essere usati rimorchi che vengono trainati a fianco della falcia-trincia-caricatrice. I rimorchi di grandi capacità saranno dotati di scarico idraulico, possibilmente posteriore. L uso di una grossa pala caricatrice consente di spostare il materiale in arrivo con facilità e di comprimerlo fortemente; la raccolta effettuata con grandi macchine permette di chiudere il silo in poco tempo, possibilmente durante la stessa giornata, evitando di lasciare la massa di foraggio esposta alle intemperie. In questo modo si garantisce una migliore qualità del silomais, riducendo i rischi di fermentazioni anomale. La copertura del silo sarà effettuata con materiale plastico (spessore minimo di 0,15 mm). La copertura del silo è una delle operazioni più importanti per evitare che lo strato superficiale della massa (15-30 cm) possa alterarsi in maniera tale da non poterla utilizzare nell alimentazione del bestiame. Spesso risulta utile anche un trattamento inibitore della fermentazione, per esempio con l acido formico, da distribuire sul cappello della massa poco prima di posizionare il telo di copertura, per limitare lo sviluppo di muffe. Le strutture più diffuse per immagazzinare e conservare il mais ceroso sono i sili a trincea e a platea. L elemento più importante nella costruzione di un silo a trincea è costituito dal suo corretto dimensionamento, cioè dall individuazione del giusto rapporto tra larghezza e altezza, che devono essere rapportate al consumo giornaliero della stalla. Solitamente l altezza è di circa 4-5 m: quindi occorre programmare soprattutto la larghezza della fossa per cercare di avere un fronte di scarico giornaliero di alimentazione molto piccolo, garantendo però alle macchine operatrici una condizione di facile accesso al silo. importante che la superficie esposta all aria (da rinnovare frequentemente con il desilamento) sia minore possibile, per evitare il deterioramento dovuto a fenomeni di ossidazione e ammuffimento causati proprio dal contatto con l aria. stato calcolato che l asporto giornaliero di 15-20 cm di tutta la superficie del fronte di taglio consente di avere un silo nelle migliori condizioni di conservazione e qualità. Per il desilamento è fondamentale usare delle frese desilatrici che prelevano il silos lasciando

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin