D.5 PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI

D 420 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI D.5 Piante aromatiche e officinali 1. Caratteristiche generali delle piante officinali L antica definizione specie officinali comprende un elevatissimo numero di vegetali con largo impiego nel settore industriale e in erboristeria. Il termine officinale deriva da officina ovvero laboratorio artigianale medioevale che era preposto all estrazione di droghe e principi attivi usati nella medicina popolare. Oggi il loro studio non si limita all aspetto medicinale, ma si allarga a nuovi settori industriali, quali il cosmetico, il liquoristico e l alimentare, in risposta alle crescenti esigenze di una società moderna. Per l aspetto medicinale, lo studio si estende all approfondimento della conoscenza delle specie vegetali e alle possibilità d impiego dei principi attivi nelle malattie più gravi. importante sottolineare che la raccolta delle specie officinali spontanee tende a scomparire in quanto si diffonde la loro coltivazione secondo criteri agronomici, quali la qualità delle produzioni e la riduzione dei costi. Inoltre, ha la finalità di fornire agli operatori del settore una completa informazione sulle fasi del processo produttivo agricolo e di quello industriale, che va dalla materia prima, ottenuta dalla coltivazione, alla fase di prima lavorazione fino al prodotto pronto per i diversi impieghi. Infine è il caso di ricordare che il termine officinale appare restrittivo e generico. L art. 1 della vecchia legge n. 99/1931 (G.U. n. 41 del 19/2/1931) stabilisce: Per piante officinali si intendono le piante medicinali, aromatiche e da profumo . In particolare per piante medicinali s intendono le specie i cui principi attivi provocano negli organismi effetti atti a ristabilire o correggere alcune funzioni biologiche. Secondo l Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è definita pianta medicinale: Ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono i precursori di emisintesi chemio-farmaceutiche . Appare dunque necessario adottare termini differenti: piante medicinali , piante aromatiche , piante aromatiche da essenze , a seconda delle varie possibilità d impiego. Dal punto di vista storico, l interesse per le specie officinali ha origine remota nella storia dell uomo e nasce da un istintiva esigenza di trovare nella natura, attraverso le erbe curative, il raggiungimento di uno stato di benessere fisico. Nel passato, la profonda conoscenza delle piante medicinali caratterizza la figura del raccoglitore, allo stesso tempo prodigo di consigli, come la medioevale figura dello speziale o del mago-guaritore o dello stregone presso i popoli primitivi. Le piante officinali erano catalogate, descritte e illustrate negli erbari , che costituivano veri trattati di botanica medica. Tra i più antichi documenti si ricorda il celebre papiro egiziano, risalente a circa il 1500 a.C., nel quale sono riportate numerose preparazioni medicinali, e i formulari del Pen-Tsao, libro cinese scritto 8700 anni a.C. Più recentemente si ricorda il libro Dioscoride del botanico Pier Andrea Mattioli (1500-1577) che, fino alla fine del XVII secolo, rappresentò una delle opere fondamentali per farmacologi e botanici sistematici. merito di Ippocrate, nel V secolo a.C., il più grande dei medici dell antichità, aver proposto una prima classificazione dei farmaci in base alla loro azione: per esempio, i lassativi, i diuretici, i narcotici, i febbrifughi, ecc. Tra le prime ponderose opere di botanica farmaceutica ci sono l Historia plantarum, il De causis plantarum di Teofrasto (IV-III secolo a.C.) e il

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin