1.1.1 Alcaloidi

D 422 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI tato particolare attenzione nella biochimica sistematica, la chemiotassonomia, che si occupa soprattutto dello studio delle somiglianze o differenze nei costituenti secondari delle piante. stato osservato che è più facile trovare costituenti secondari simili in specie che si avvicinano da un punto di vista tassonomico, che in specie appartenenti a famiglie differenti. Pertanto, nell ambito di una specie, è possibile individuare chemiotipi che possono avere particolare interesse nei differenti settori d impiego, in funzione del componente caratterizzante. I principi attivi comprendono diverse categorie di sostanze, così raggruppate: alcaloidi, eterosidi, oli essenziali, resine, mucillagini, tannini, acidi organici, enzimi e vitamine. Oltre ai principi attivi, molti prodotti naturali di natura glucidica, proteica e lipidica possono trovare un largo impiego in diversi settori industriali come materiali da supporto, quali gli eccipienti, i coloranti, gli aromatizzanti, i composti di base per la sintesi di molecole bioattive. 1.1.1 Alcaloidi. Il termine indica la somiglianza di queste sostanze con le basi, simili agli alcali ( alcali e il greco eidos 5 forma); infatti, come le basi, esse si combinano con gli acidi per dare sali cristallizzati. Comunemente si riserva l appellativo di alcaloidi alle basi organiche delle piante, pur trovando molte delle stesse sostanze anche nel regno animale. Il numero degli alcaloidi è elevatissimo (qualche migliaio). Prevalentemente sono sostanze cristalline ben definite, che formano sali per reazione con gli acidi. stato ipotizzato che gli alcaloidi possano svolgere un ruolo di difesa nella pianta nei riguardi dell ossigeno singoletto (O2), agente tossico per tutti gli organismi viventi, che si produce nei tessuti vegetali in presenza di luce. Gli alcaloidi sono presenti nelle specie dicotiledoni, specialmente Lauraceae, Magnoliaceae, Rutaceae, Papaveraceae, Solanaceae, Rubiaceae, Ranunculaceae e sono molto tossici. Possono essere classificati in maniera diversa, sia sull appartenenza botanica, sia sull azione farmacodinamica, sia sulla struttura chimica (quest ultima è la più seguita). Tutti gli alcaloidi contengono azoto e sono raggruppati in alcaloidi con nuclei non azotati e alcaloidi con nuclei eterociclici azotati. Sulla base della natura del radicale, che sostituisce nella struttura chimica gli atomi di idrogeno del gruppo azotato, si hanno diversi gruppi. Nella maggior parte dei casi, il nome degli alcaloidi deriva dalla specie da cui sono stati estratti la prima volta. Così la papaverina da Papaver somniferum, l idrazina da Hydrastis canadensis, ecc. Alcune volte la denominazione è in rapporto alle caratteristiche fisiche ( igrina da hugros = umido) o all effetto sull organismo (morfina dal greco Morpheus 5 dio del sonno), oppure dall autore che estrasse la sostanza per la prima volta (pelletierina da Pelletier). Molti alcaloidi hanno carattere di specificità; infatti, nell ambito di uno stesso genere, alcune specie contengono un determinato tipo di alcaloide, altre no. Ne è un esempio il genere Coffea, dove ci sono specie con caffeina e altre senza. Inversamente, uno stesso alcaloide può trovarsi in specie appartenenti a famiglie diverse; la stessa caffeina, per esempio, si trova nel caffè, nel tè e nella cola. Una stessa specie, inoltre, può contenere un elevato numero di alcaloidi, come il latice delle capsule immature di Papaver sominferum, che ne contiene ben 25 (morfina, codeina, tebaina, narcotina, papaverina, ecc.). Sono sostanze farmacologicamente attive, anche a piccole dosi. In base alla loro azione terapeutica, si distinguono in alcaloidi che agiscono sulle trasmissioni colinergiche e adrenergiche, alcaloidi che agiscono sul sistema nervoso centrale (analettici, psicostimolanti), ad azione narcotico-analgesica, antipiretica, antinevralgica, antipertensiva. Diversi alcaloidi hanno dimostrato attività antitumorale. Tra gli alcaloidi

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin