1.1.7 Gomme

CARATTERISTICHE GENERALI DELLE PIANTE OFFICINALI D 427 1.1.7 Gomme. Sono polisaccaridi a elevato peso molecolare, che per prolungata ebol- lizione con acidi si idrolizzano in monosaccaridi (pentosi: arabinosio, xilosio; esosi: glucosio, galattosio) e in acidi uronici (galatturonico, glucuronico). In molti casi le gomme derivano dal normale metabolismo delle piante, in altri sembra che siano la causa di un processo patologico, da trasformazione batterica dell amido e della cellulosa in seguito a traumi (gommosi). Si ritiene che la produzione copiosa di gomme sia finalizzata alla ricopertura di ferite nella pianta, per limitare la perdita di acqua. L impiego farmaceutico delle gomme è molto vario: si usano infatti come eccipienti, correttivi, emulsionanti. Il caucciù, o gomma elastica, è una sostanza dotata di grande elasticità, che si ricava dal latice di numerose specie appartenenti alla famiglia delle Euphorbiaceae, Asclepiadaceae, Sapotaceae, Compositae. La specie di maggiore importanza è l Hevea brasiliensis M ll. Arg., diffusa negli ambienti equatoriali. 1.1.8 Sostanze amare. Sono definite sostanze amare alcuni prodotti vegetali, con differente e non ben definita struttura chimica, caratterizzati dal sapore amaro. Queste sostanze hanno la capacità di migliorare la digestione gastrica e di stimolare l appetito. In pratica, le droghe amare sensibilizzano i recettori gustativi boccali e quegli stimoli che, forniti dagli alimenti, portano alla secrezione gastrica psichica o cefalica o da riflessi condizionati. In liquoreria, le droghe si distinguono in amaricanti, aromatizzanti e profumanti, ma non è facile evidenziare una netta distinzione tra loro; comunque, è valida la prevalenza dell una o dell altra azione espletata da ogni singola droga o erba. Le sostanze amare, inoltre, si distinguono per il loro indice di amarezza; per esempio, la genziana, pianta erbacea montana, ha un indice di amarezza 10.000-35.000 ed è la più utilizzata in campo farmaceutico e liquoristico (elisir di genziana). 1.1.9 Cere. Sono sostanze molto diffuse in natura, di origine vegetale e animale, chimicamente ternarie, composte di carbonio, idrogeno e ossigeno. Sono classificate tra i lipoidi, affini alle sostanze grasse, dalle quali si differenziano per l assenza di glicerina. Le cere contengono acidi e alcoli superiori liberi; inoltre sono presenti sostanze di natura non sempre molto note, aromatiche, coloranti, ecc. Nelle piante (pruina) ricoprono la superficie epidermica delle parti aeree. Le cere sono insolubili nell acqua, poco solubili nell alcol, abbastanza nell etere e nel cloroformio; presentano un punto di fusione più elevato di quello delle materie grasse solide. Dal punto di vista fisiologico, non sono materiali di riserva come i grassi, ma prodotti di secrezione, che adempiono a varie funzioni. Nelle piante costituiscono lo strato cuticolare a difesa dei tessuti, che proteggono dagli eccessi del processo di traspirazione. Possono formare un tenue rivestimento glauco (la pruina), ma in alcune specie costituiscono un vero e proprio strato (crosta) di spessore rilevante sulle foglie, sui tronchi, sui frutti e sui semi. Molte sono le specie che producono cere in quantità sufficienti per essere utilizzate. 1.1.10 Acidi organici. Sono sostanze presenti in quasi tutti i vegetali, in forma libera o salificata, soprattutto nei frutti acerbi. Tra i più importanti di interesse farmacologico vi sono il citrico, il tartarico, il succinico, l ossalico e il malico. Il citrato di calcio è ottenuto dal limone e dal bergamotto, ma la produzione si è ridotta per la concorrenza del citrato biologico. L acido tartarico, libero e salificato, è presente nell uva; nel vino se ne trova una quantità minore, in seguito alla precipitazione del bitartrato potassico (cremone tartaro o ceremone). L acido tartarico trova impiego come additivo nell industria delle bevande, nell industria panaria e dolciaria e in alcune industrie non alimentari. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin