SEZIONE D

CEREALI - MAIS D 43 la parete perfettamente liscia. La composizione chimica del mais è tale che per il suo insilamento non dovrebbe essere necessario fare delle aggiunte di conservanti in virtù dell alto contenuto di carboidrati fermentescibili e di sostanza secca. Prima di essere somministrato al bestiame, il silomais deve essere integrato con un supplemento di proteine (es. il pannello di soia e i sali minerali). pastone. La spiga di mais e la granella possono essere utilizzate allo stadio di maturazione fisiologica con la macinazione e l insilamento per produrre i pastoni di pannocchia e granella. Il pastone di pannocchia si ottiene macinando e insilando la spiga di mais, privata dalle brattee, quando questa ha un contenuto in sostanza secca variabile dal 64 al 70%. In questa fase di maturazione, che segue di 10-15 giorni il momento più adatto per la raccolta del silomais ceroso, la spiga di mais consente produzioni in sostanza secca e UF superiori a quelle della granella secca, fornendo in media circa 9.000 UF per ettaro. Nelle aziende zootecniche di dimensioni medio-grandi il pastone può essere immagazzinato e conservato analogamente al silomais in sili a trincea, i quali generalmente hanno una larghezza inferiore rispetto ai sili per il mais ceroso, in quanto il pastone entra nella razione alimentare in minore quantità. Il dimensionamento di tali sili deve essere sempre calcolato in modo da garantire un rinnovo giornaliero del fronte di scarico. Il pastone è un alimento concentrato adatto a molti tipi di animali e costituito da proteine (9,4%), grassi (3,7%), fibra (8,2%), estrattivi inazotati (77,2%), ceneri (1,5%). Con un valore nutritivo pari a 75-80 UF per quintale di prodotto, il pastone di pannocchia può essere integrato con sostanze proteiche, minerali, vitaminiche secondo le necessità alimentari. qualità e caratteristiche del prodotto. La granella di mais è costituita in media da: 14% di acqua, 66% di amido, 9,3% di proteina, 4,3% di olio, 2,6% di fibra, 2,5% di zuccheri, 1,3% di ceneri. Oltre l 80% del mais viene utilizzato per l alimentazione del bestiame. Con una semplice operazione di macinatura a secco il mais è frantumato in farine a diverso diametro che entrano a far parte di una grande serie di mangimi e nuclei oppure sono utilizzate direttamente dagli allevatori. Circa il 20% della granella di mais viene utilizzato dall industria. Le lavorazioni del mais a livello industriale possono essere effettuate mediante macinazione a secco oppure con estrazione a umido. Con la macinazione a secco si hanno sfarinati a diversa granulometria: lo spezzato, a destinazione umana o mangimistica; i grits, spesso usati per la saccarificazione a mosto da birra; le farine (quelle più grandi, come il semolino, vengono utilizzate soprattutto per preparare prodotti per la prima colazione, quelle di media grandezza vengono usate soprattutto per la polenta, mentre le farine più fini sono normalmente impiegate per i prodotti da forno); il germe, destinato all estrazione dell olio; la crusca, con destinazione zootecnica oppure umana per apporto di fibra. La lavorazione umida della granella consente di separare l amido dal glutine. L amido in sospensione acquosa viene filtrato, lavato, essiccato e destinato a impieghi specifici, tanto nel campo industriale che in quello alimentare. L amido può essere utilizzato in svariati composti alimentari quali: prodotti da forno (biscotti, frollini, merendine, pasticceria, crackers, cialde), budini, creme pronte, prodotti speciali per l infanzia. Spesso l amido di mais viene modificato per idrolisi acida o con processo bio-catalitico o enzimatico e utilizzato come sciroppo di glucosio a scopo alimentare. D

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin