1.2.1 Tessuto meristematico

D 430 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI Cormofite, non si realizza solo nella diversa conformazione degli organi, ma concorre anche la specializzazione fisiologica e morfologica dei differenti tessuti, che si definiscono aggregati cellulari provenienti da un unico germe, che si divide nelle tre direzioni dello spazio. I tessuti mostrano una serie di caratteri distintivi: a) presenza di una lamella mediana, comune alle cellule attigue di un tessuto; b) stratificazione della parete, con formazione di strati di ispessimento (parete primaria, secondaria, terziaria); c) punteggiature o porocanali, in cui si insinuano i plasmodesmi, esilissimi filamenti plasmatici, che assicurano la continuità tra cellule vicine; d) formazione di spazi intercellulari nelle cellule adulte a causa del turgore dei loro vacuoli, per cui tendono ad assumere la forma sferica. Esigenze funzionali giustificano l assenza di spazi intercellulari nei tessuti tegumentali e, quasi sempre, nei tessuti meccanici. La presenza degli spazi intercellulari è necessaria per gli scambi gassosi e, pertanto, sono più abbondanti nei tessuti verdi, per favorire l attività fotosintetica, e nelle piante acquatiche per evitare problemi di asfissia. La formazione degli spazi intercellulari avviene nelle fenditure della lamella mediana e per mutuo allontanamento delle cellule, dette schizogeni, o per distruzione di cellule singole o di interi gruppi (rexigeni), o per un processo di lisi delle pareti cellulari e di riassorbimento dei relativi protoplasti (lisigeni). I tessuti, pur avendo la stessa origine, presentano caratteri morfologici differenti in relazione alla formazione che assumono nella pianta. Il corpo della pianta è costituito da tessuti le cui cellule sono caratterizzate dalla capacità di dividersi e di formare nuove cellule, in modo da assicurare l accrescimento, e da tessuti le cui cellule non si dividono ma svolgono altre funzioni. Pertanto, si possono distinguere due categorie: tessuti meristematici o embrionali, e tessuti adulti o definitivi; questi ultimi si distinguono in parenchimatici o fondamentali, tegumentali o di protezione, conduttori, segregatori, meccanici o di sostegno. 1.2.1 Tessuto meristematico. Il tessuto meristematico è presente nelle gemme del fusto, in posizione apicale (apice del germoglio), all ascella delle foglie (gemme laterali o ascellari) o in parti diverse del fusto (gemme avventizie). Nelle piante arboree le foglioline che rivestono le gemme si modificano per proteggere i tessuti meristematici interni, costituenti le perule, e sono ibernanti. L uso di derivati vegetali embrionali (gemmoterapia) è motivato dalla presenza in questi tessuti di componenti particolarmente attivi, quali ormoni vegetali, auxine, gibberelline, ecc. I macerati glicerici sono i preparati fondamentali della gemmoterapia. Le gemme di pino si usano come balsamico e sono impiegate nei catarri cronici. 1.2.2 Tessuto parenchimatico o fondamentale. Il parenchima costituisce il tessuto fondamentale della pianta nel quale sono inclusi altri tessuti, quali i meccanici e i conduttori. Il parenchima è costituito da cellule vive ed è sede delle funzioni vegetative più essenziali, quali respirazione, fotosintesi, assimilazione, riserva. Inoltre, mediante il turgore cellulare, questo tessuto esercita una funzione di sostegno e, tramite gli spazi intercellulari, permette l aereazione delle parti più profonde. In base alla funzione fisiologica è classificato in: parenchima clorofilliano o clorenchima, aerifero o aerenchima, di riserva, acquifero, conduttore. In particolare, la caratteristica del parenchima di riserva è l immagazzinamento di sostanze di varia natura. Esso è più presente negli organi specializzati alla funzione di riserva come i bulbi, i tuberi, i rizomi, le radici tuberizzate, i cotiledoni, i frutti. La sostanza di riserva più frequente è l amido che, sotto forma di granuli solidi di vario aspetto e conformazione, si accumula nei plastidi amiliferi.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin