1.2.3 Tessuti tegumentali o di protezione

CARATTERISTICHE GENERALI DELLE PIANTE OFFICINALI D 431 Negli organi carnosi le riserve sono sciolte nel succo cellulare e sono rappresentate da carboidrati solubili (zuccheri, inulina, gomme, mucillagini, ecc.), da sostanze azotate e da sostanze grasse. Negli organi quiescienti le riserve sono allo stato solido, oppure costituite da sostanze prive di affinità per l acqua. Un tipo di riserva nella cellula è rappresentato dalle emicellulose che si accumulano sulla parete cellulare, che diventa molto ispessita e consistente. Sono frequenti nel tessuto di riserva di molti semi, come quelli delle palme, cui conferiscono una durezza tale da poter essere lavorati al tornio o scolpiti prendendo così il nome di avorio vegetale. Numerose altre sono le sostanze di riserva contenute nei parenchimi: glucosidi, tannini, sali minerali, ecc. L accumulo e la mobilizzazione delle sostanze di riserva possono succedersi periodicamente seguendo le fluttuazioni stagionali, come i parenchimi dei fusti e delle radici delle piante legnose che si accumulano durante l estate e l autunno, e sono consumati in primavera. Anche i parenchimi di riserva dei cotiledoni epigei del seme sono utilizzati durante il processo germinativo. In altri casi, alla mobilizzazione segue la morte, come nei cotiledoni ipogei, nei tuberi e nei bulbi, che si esauriscono per dare vita alla nuova pianta. Il parenchima acquifero è un tessuto di riserva specializzato a immagazzinare acqua ed è presente nelle piante succulente, come le Crassulacee, le Cactacee, le specie del genere Aloe e Agave. Il parenchima acquifero è caratterizzato da cellule molto grandi, con pareti sottili e un grande vacuolo, nel quale sono abbondanti sostanze di natura mucillaginosa, avide di acqua. Anche molte specie di Acacia e di Astragalo delle zone desertiche, anche se non succulente, sono ricchi di parenchimi acquiferi. In questo caso l acqua sembra sia trattenuta essenzialmente per l idrofilia della gomma, prodotta in grandi quantità da queste piante. Diverse di queste specie sono d interesse officinale per la loro azione lassativa, grazie al rammollimento del contenuto intestinale e all aumento della peristalsi, o per l impiego topico sulla cute ad azione protettiva. 1.2.3 Tessuti tegumentali o di protezione. I tessuti tegumentali ricoprono tutta la superficie esterna della pianta, con funzione protettiva. Sono distinti in tessuti tegumentali primari esterni (epidermide ed esoderma), tessuti tegumentali primari interni (endoderma) e tessuti tegumentali secondari esterni. L epidermide, strato più esterno di cellule che ricopre l intero corpo primario della pianta, per le sue caratteristiche strutturali svolge essenzialmente funzione di protezione, modera la traspirazione, regola gli scambi gassosi, esercita una difesa contro i parassiti. Altre funzioni accessorie sono la fotosintesi, la secrezione, la riserva d acqua o di prodotti organici del metabolismo, la percezione degli stimoli. Per le sue molteplici funzioni, presenta un notevole polimorfismo. Nell epidermide si trova una varietà di formazioni, quali gli apparati stomatici e i rivestimenti tricomatosi. La caratteristica più saliente delle pareti delle cellule epidermiche è data dalla presenza di cutina, sostanza di natura lipoide, costituita da una miscela di acidi grassi altamente polimerizzati, con proprietà idrofobe. Le pareti cellulari possono essere impregnate di cutina (cutinizzazione) o essere coperte da uno strato superficiale di cuticola che, essendo impermeabile all acqua e ai gas, esercita una protezione efficacissima contro la perdita di acqua e una valida difesa contro i parassiti. Lo spessore della cuticola varia secondo le esigenze di protezione della pianta nelle condizioni ambientali: è molto sottile nei luoghi umidi e ombrosi, ben sviluppato nei luoghi secchi. Negli strati cutinizzati è spesso frequente la presenza di cera, che può depositarsi sulla cuticola, formando i rivestimenti cerosi. Talvolta il rivestimento ceroso è così spesso da avere utilizzazione industriale, come nelle foglie di Myrica cerifera, D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin