1.2.5 Tessuti meccanici e di sostegno

CARATTERISTICHE GENERALI DELLE PIANTE OFFICINALI D 433 delle foglie o segregati durante la mineralizzazione delle pareti cellulari (silicizzazione, calcificazione). Un termine generale, cumulativo dei tre aspetti funzionali, è quello di segregazione . Pertanto, si possono distinguere due gruppi di tessuti segregatori: quelli che espellono dalle loro cellule le sostanze segregate e quelli che le conservano entro le cellule stesse, versandole nei vacuoli. Nel primo caso si definiscono tessuti ghiandolari, nel secondo tessuti secretori o escretori. Se la funzione secretrice è realizzata da singole cellule isolate, si definiscono cellule ghiandolari e cellule secretrici. In base alla loro ubicazione, le cellule e i tessuti ghiandolari sono esterni e vanno a costituire le formazioni epidermiche (peli e squame secretori, nettari), interni quando gli escreti non si riversano all esterno, ma si raccolgono negli spazi intercellulari, formando tasche o sacche schizogene o canali. Lo spazio intercellulare è delimitato da uno strato ghiandolare formante un epitelio ghiandolare, come nell Hypericum perforatum. Le tasche lisigene derivano da gruppi di cellule escretrici che, dopo essersi riempite di escreti, muoiono e si disciolgono completamente, formando una lacuna piena di olio essenziale, come nella buccia degli agrumi. I canali, ramificandosi e comunicando fra loro, formano un vaso di sistema conduttore che trasporta resine, mucillagini, gomme, formando canali resiniferi e canali mucipari. Le cellule e i tessuti secretori riversano le sostanze segregate nei vacuoli, che possono essere piccoli e numerosi, oppure grossi e pochi fino a un unico vacuolo occupante quasi per intero la cavità cellulare. I prodotti della segregazione sono di tipo diverso: solidi, come i cristalli di ossalato di calcio, o liquidi come gli oli eterei, le mucillagini, le resine, le gomme, le gommoresine, i balsami, i tannini, gli alcaloidi, i latici, i pigmenti, ecc. Per esempio, cellule piene di oli essenziali si trovano nella radice del Cren (Amoracia rusticana), nei rizomi del calamo aromatico (Acorus calamus), dell Iris (Iris fiorentina), nella corteccia di Cannella (Cinnamomum zeylanicum), nelle foglie di Alloro (Laurus nobilis), nei petali di Rosa (Rosa spp.), nei semi del Pepe (Piper nigrum). Cellule piene di mucillagini sono presenti nelle radici di Altea (Althaea officinalis), di Salep (Orchis masculus). Nelle Crucifere sono presenti cellule secretrci, nelle quali si accumulano elevate quantità di mirosine, enzimi capaci di scindere il glucoside sinigrina quando i semi di senape nera sono macinati, originando l isosolfocianato di allile, che dà il caratteristico odore pungente. La senape è utilizzata tradizionalmente sotto forma di impiastro come rubefacente. I tubi laticiferi sono cellule isolate e allungate, o serie di cellule allungate e fuse insieme, che secernono un liquido acquosolattiginoso, detto latice, contenente sostanze di natura molto variabile e caratteristiche della specie, particolarmente delle famiglie delle Moracee, Euforbiacee, Apocinacee, Papaveracee e altre. Il latice di solito è bianco ma, talvolta, può essere colorato (giallo-arancio, giallo-bruno). Può contenere carboidrati, acidi organici e inorganici, mucillagini, tannini, proteine, cere, resine, gommoresine, glucosidi, oli essenziali, caucciù, balsami, ecc. 1.2.5 Tessuti meccanici e di sostegno. La pianta ha bisogno di adeguata solidità e resistenza meccanica per reggersi eretta, sopportare il proprio peso e vincere le forze interne, che tendono a demolirla. Per soddisfare queste esigenze si avvale del turgore cellulare e della conseguente tensione delle pareti cellulari che portano all irrigidimento e rafforzamento della pianta stessa. evidente che da solo il turgore cellulare non è sufficiente a sostenere la pianta, per cui la presenza di tessuti meccanici o di sostegno svolge un ruolo fondamentale, paragonabile allo scheletro. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin