1.4 Fattori che influenzano contenuto e composizione dei

CARATTERISTICHE GENERALI DELLE PIANTE OFFICINALI D 435 1.4 Fattori che influenzano contenuto e composizione dei principi attivi. Il contenuto in principi attivi nella pianta non è costante, ma può subire sensibili variazioni in relazione a diversi fattori, che possono essere definiti endogeni, legati alla pianta, esogeni o ecologici, influenzati dall ambiente in cui la pianta si accresce, e biotici, correlati alle interazioni tra organismi animali e vegetali. evidente che il passaggio della raccolta delle specie dallo stato spontaneo alla coltivazione può apportare modifiche al contenuto di principi attivi, in relazione all influenza delle tecniche colturali adottate. Nel passato era preferita la raccolta spontanea, ma la rarefazione delle specie e i crescenti costi della raccolta giustificano l attuale tendenza alla coltivazione che, se attuata con criteri di razionalità, permette un sensibile miglioramento quantitativo e qualitativo della produzione. Nell ambito dei fattori endogeni, particolare importanza assume l epoca di raccolta della pianta. Si definisce tempo balsamico il momento ottimale della raccolta per il massimo contenuto di principi attivi. Il tempo balsamico dipende da diversi fattori, quali il tipo di pianta, annuale o perenne, erbacea o arborea, le parti di pianta da utilizzare, l età della pianta, le condizioni pedoclimatiche. In linea di massima, i principi attivi si formano in quantità maggiori nel periodo di accrescimento della pianta. Per esempio, nella menta è alta la percentuale di pulegone nelle giovani piante, in seguito sostituito da mentone e mentolo nelle foglie mature. Nel coriandolo la composizione degli oli essenziali cambia durante la fioritura. Nella Digitalis purpurea il contenuto di glicoside varia con l età; nella Digitalis lanata il maggior contenuto di lanatoside C si raggiunge nel secondo anno. Nel Papaver somniferum il più elevato contenuto di morfina si osserva 2-3 settimane dopo la fioritura. Nella santoreggia il cimene aumenta con l età della pianta, mentre il carvacrolo diminuisce. Nella valeriana il contenuto di valepotriati è massimo in primavera, si riduce durante l estate e aumenta di nuovo in autunno. In diversi casi si segnalano differenze nella composizione dei metaboliti anche tra il giorno e la notte, come nelle specie che producono oli essenziali. Di conseguenza, molto importante per le singole specie è l indicazione dell epoca ottimale di raccolta. Sensibili possono essere le differenze nell ambito dei biotipi di una stessa specie, per cui molto importante è il lavoro di miglioramento genetico, con l impiego delle diverse tecniche disponibili, quali la selezione, l incrocio e l ibridazione. Tenendo presente che nell ambito di una stessa specie, allo stato spontaneo, è possibile individuare biotipi con differenti caratteristiche nel contenuto e composizione dei principi attivi, la selezione è un metodo valido nel campo delle officinali, in assenza di un lavoro di miglioramento genetico. In particolare, l individuazione di chemiotipi (razze cliniche) può essere utile per isolare biotipi con particolari caratteristiche; per esempio, nell olio essenziale della camomilla sono stati individuati 6 tipi clinici (bisabololossido A, bisabololossido B, bisabololo, bisabolonossido A, a basso contenuto di matricina, tipo uniforme con uguali quantità di bisabololossido S e B e bisabololo), corrispondenti a diverse provenienze. Certamente l incrocio è stato la tecnica più utilizzata nel miglioramento delle specie di interesse agrario, per cui potrebbe avere una larga applicazione anche nel settore delle specie officinali con la costituzione di varietà ad alto contenuto di principi attivi, di cui alcuni esempi sono già riportati per la menta, la lavanda, la belladonna e altre. un settore della ricerca che meriterebbe di essere intensificato, al fine di favorire il settore sementiero delle specie officinali, che presenta buone prospettive di mercato. Nell ambito dei fattori esogeni sono da tener presente l ambiente pedoclimatico, l altitudine e la latitudine. La temperatura riveste D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin