2. Specie aromatiche officinali

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 437 I prodotti più facilmente ossidabili sono gli oli essenziali, in seguito all azione dell ossigeno atmosferico, che provoca la trasformazione in acidi dei composti aldeidici, conferendo l odore caratteristico agli oli essenziali. Anche l evaporazione determina una perdita di costituenti negli oli essenziali. L evaporazione è una tipica alterazione delle droghe ricche di oli essenziali, che determina facilmente la perdita di principi attivi. La polimerizzazione, processo che porta all aggregazione di piccole molecole, in modo da formare una macro-molecola, avviene in presenza di piccole quantità di iniziatori, che possono essere radicali (polimerizzazione radicalica) o ioni (polimerizzazione ionica, cationica o anionica). La polimerizzazione che altera più frequentemente i principi attivi è di tipo radicale. La gomma naturale è un polimero dell isoprene, ma la sua formazione in natura non avviene tuttavia mediante polimerizzazione dell isoprene, ma attraverso una serie di reazioni più complesse. Un altro polimero dell isoprene è la guttaperca che, in base alla disposizione dei doppi legami, è dura e rigida ed è utilizzata come materiale di rivestimento per conduttori elettrici. Si ha la racemizzazione quando si forma una miscela di due prodotti, il primo dei quali ha la stessa configurazione del prodotto di partenza, mentre il secondo ha configurazione opposta. Altre cause di alterazioni sono l imbrunimento dei tessuti, provocato da ossidazioni che portano alla formazione di prodotti coloranti e, quindi, a variazioni dei caratteri organolettici, e l irrancidimento, tipica alterazione dei grassi, che avviene durante la conservazione. L irrancidimento determina variazioni di odore e di sapore e può essere di tipo acido, chetonico e perossidico. D.5 2. Specie aromatiche officinali Acetosa (Rumex acetosa) Nomi comuni o dialettali: acetina, erba brusca, erba agretta, ossalina, romicia, lampazzi. Appartiene alla famiglia delle Poligonaceae. un erbacea perenne, dioica, con fusto eretto, ramificato, alto almeno 50 cm e le foglie sono lanceolate. I fiori che sbocciano tra maggio e settembre sono piccoli, rossicci e raccolti in pannocchie. Questa pianta è molto comune e diffusa, e cresce spontanea in prati, campi e pascoli fino ad oltre 2.000 m di quota. L acetosa predilige terreni ricchi e argillosi e ambienti esposti. ben poco coltivata poiché è molto diffusa come pianta spontanea. Volendo eseguire la sua coltivazione, la semina si esegue in primavera su substrato umido o per divisione dei cespi in autunno. Importante è mantenere il terreno umido e già due mesi dopo la semina si può cominciare la raccolta delle foglie. Questa si può eseguire tutto l anno, ma è preferibile in primavera, mentre le radici si raccolgono in ottobre. Dell Acetosa vengono impiegate le giovani foglie e le radici. Essendo ricca di ossalati e antrachinoni, questa pianta ha proprietà antinfiammatorie, antipiretiche, diuretiche e rinfrescanti. Le giovani foglie in cucina possono essere impiegate nelle insalate, mentre le foglie basali possono essere utilizzate per avvolgere il pesce da cuocere al cartoccio. Nella medicina popolare l infuso di radici è utilizzato per combattere la febbre e con azione disintossicante e depurativa. sconsigliata a chi soffre di calcoli per il suo alto contenuto di ossalato. Acetosella (Oxalis acetosella ) Nomi comuni o dialettali: agretta, pan e vin, pan del ciel, pan de oro, trifoglio acetoso, lambrusca e pentecoste. Si tratta di una pianta erbacea biennale della famiglia delle Ossalidaceae. Questa pianta presenta rizomi sotterranei sui quali si inseriscono direttamente foglie e fiori, che raggiungono un altezza di 5-10 cm. Spesso viene confusa con il trifoglio in quanto le foglie sono trifogliate, ma a differenza di quest ultimo le foglioline sono cuoriformi. Il fiore è di colore bianco o rosa, a cinque petali, e si differenzia dal classico fiore del trifoglio perché totalmente diverso dal fiore D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin