Achillea

D 438 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI tipico delle leguminose. La pianta è diffusa nelle zone temperato-fredde dall Eurasia fino al Nord America. Predilige terreni fertili, ricchi di umidità, zone ombrose e sottobosco. Vegeta dalla pianura fino ai 2.000 m s.l.m. Essendo poco coltivata, si può tentare la sua coltivazione su piccole superfici in zone prevalentemente ombreggiate e con disponibilità irrigua. La raccolta delle foglie avviene tra maggio e giugno, durante la fioritura quando il loro potere balsamico è al culmine. Dell Acetosella si impiegano sia le foglie sia le radici. Come si può intuire dal nome, tutte le parti della pianta contengono acido ossalico e ossalati. Questi composti, come nel caso dell Acetosa, conferiscono alla pianta proprietà depurative, diuretiche, febbrifughe e rinfrescanti. In cucina si impiegava per insaporire le pietanze al posto del limone. Le foglie si possono aggiungere crude nelle insalate o cotte nelle minestre. Le radici possono essere utilizzate come gli asparagi. Nella medicina popolare viene impiegata come l Acetosa per curare dermatosi, ascessi e come decongestionante. Anche in questo caso se ne sconsiglia l uso per chi soffre di calcoli, gotta e artriti. Achillea (Achillea millefolium) Nomi comuni o dialettali: sanguinella, erba del sol- dato, erba delle ferite, erba dei somari, stagna sangue, erba dei tagli. una composita perenne di tipo erbaceo e aromatica, che presenta un rizoma ramificato e strisciante. Ha fusto eretto, semplice o ramificato in alto, con foglie lanceolate, strette, bipennatosette a lamina strettissima; infiorescenza a corimbo, composto da capolini piccoli, con petali bianchi o rosei purpurei, con fioritura da maggio a settembre. Sono almeno cento le specie di Achillea, undici presenti in Italia, fra le quali A. millefolium è la più comune. Questa pianta è diffusa nei prati e nei luoghi erbosi umidi in tutta Europa, in Asia e in America. Molto presente nel Nord della penisola. Si trova in zone campestri incolte, lungo i margini dei sentieri fino a 2.500 m s.l.m. nei pascoli montani. Essendo di facilissima coltivazione, si adatta a tutti i terreni (anche asciutti) purché soleggiati. La coltivazione è stata effettuata a livello sperimentale nelle Marche. Si riproduce per divisione di cespi oppure mediante semina primaverile e successivo trapianto. La coltivazione non presenta molte difficoltà essendo in tutto simile a quella di altre composite perenni. Contiene un olio essenziale costituito da composti terpenici monociclici (cineolo, 10%) e biciclici (borneolo, tujone) e azulene. presente anche una sostanza amara, l achilleina. Nella medicina popolare i fiori essiccati hanno proprietà antispasmodiche, astringenti, cicatrizzanti e antinfiammatorie. Si può utilizzare al posto della camomilla nei disturbi digestivi. Attualmente è impiegata prevalentemente in liquoreria nella formulazione degli amari e dei vermouth. L infuso di questa pianta veniva usato per curare la febbre, il raffreddore e i disturbi digestivi. Il decotto di fiori, impiegato per bagni tonificanti, stimola la circolazione, mentre il decotto della pianta si usa per frizionare il cuoio capellute per stimolare la crescita dei capelli. Aconito (Aconitum napellus) Nomi comuni o dialettali: strozzalupo, erba tora, risigal- lo, erba riga, radice del diavolo. Appartiene alla famiglia delle Ranuncolaceae ed è una erbacea perenne; la radice è un tubero a forma di cono, le foglie sono di colore verde brillante, palmate, profondamente tagliate in 5 lobi principali, i fiori sono pelosi a forma di casco (azzurro-viola) riuniti in un racemo che compare in giugno. La fioritura avviene nei mesi di luglio e agosto. alta fino a 1 m e velenosa in tutte le sue parti. Questa specie, come le altre del genere, può facilmente ibridarsi con gli altri Aconiti dando origine a molti altri ibridi interspecifici. L Aconito è distribuito in Italia nelle Regioni del Nord (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige) e si può trovare a un altitudine che va da 700 a 2.500 m s.l.m. La diffusione in Europa va dalla Spagna a tutti i Paesi

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin