Alchechengi

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 439 dell Est e del Nord Europa a eccezione di Irlanda, Islanda, Norvegia e Finlandia. L altra specie più diffusa del genere Aconitum vulparia (Aconito giallo) è invece presente in tutta la penisola ad eccezione della Puglia e delle Isole. Questa pianta si propaga per bulbi con impianto a primavera su terreno ricco di sostanza organica, in mezz ombra o pieno sole, a una profondità di circa 3-4 cm. Sono molto usate come piante ornamentali, grazie all elegante contrasto tra i fiori e il fogliame. Prediligono terreni umidi e profondi, ma sono piante rustiche, di facile impianto e mantenimento e si adattano bene a diversi tipi di terreno. Presenti in habitat montano, superano facilmente gli inverni molto rigidi. Nella pianta sono presenti numerose sostanze attive, di cui una buona parte velenosa per l uomo: aconitina, mesaconitina, napellina, delfinina, indaconitina, acido aconitico, ecc. Le parti utilizzate in medicina sono le foglie, il picciolo e le radici per la loro tossicità e per la grande quantità di aconitina che contengono. Le foglie si raccolgono nei mesi estivi, mentre le radici in autunno. In cucina viene utilizzata per le sue proprietà antinevralgiche, sedative ed analgesiche. In omeopatia è indicata per combattere gli attacchi di panico, gli stati di shock, il mal di gola e l otite. La presenza di molti principi attivi velenosi fa sì che questa pianta debba essere utilizzata sotto indicazione del medico. Quantità eccessive di principio attivo possono portare anche alla morte. Per questo motivo veniva utilizzata in epoca antica dalla tribù dei Galli e dei Germani per scopi militari; infatti, con l estratto di questa pianta, venivano avvelenate le punte delle frecce. Alchechengi (Physalis alkekengi ) Nomi comuni o dialettali: alicabo, accatengi, ciliegine, pevrun salvadeg, erba canina, chichinger, vingenze, lanterne cinesi, fiasche de corai. Appartiene alla famiglia delle Solanaceae, è un erbacea perenne con fiori ascellari color crema. Il frutto è una bacca sferica rossa o gialla, contenuto all interno del calice, che è costituito da una membrana globosa di consistenza cartacea simile a un palloncino rosso. Questa caratteristica fa sì che la pianta abbia valenza ornamentale in quanto i frutti somigliano a piccole lanterne arancioni. La pianta è originaria dell Europa e dell Asia e date le sue proprietà viene coltivata fin dall antichità. Fiorisce a giugno e le bacche maturano a partire da agosto. La pianta ha una diffusione molto estesa in tutta la penisola e in quasi tutto il continente europeo. La sua coltivazione per uso ornamentale ha favorito la sua diffusione anche in Paesi dove non è presente come spontanea. La pianta si propaga generalmente per seme. Vista la dimensione del seme (simile a quella di un pomodoro), è preferibile la semina in semenzaio con successivo trapianto in pieno campo. Il trapianto può avvenire nei mesi primaverili a file distanti 40 cm. Come altre piante appartenenti alla famiglia delle Solanaceae è assimilabile a una coltura da rinnovo e richiede quindi tutte le cure di molte piante ortive. Si avvantaggia di una concimazione letamica e di una costante irrigazione. La raccolta del frutto avviene manualmente o in alternativa si estirpa l intera pianta a fine ciclo (come nel caso di molti peperoncini). L unica parte commestibile della pianta è la bacca, il cui gusto ricorda quello del lampone o del pomodoro. Contiene elevata quantità di vitamina C, acido citrico, tannini e zuccheri. Tutte le restanti parti della pianta sono velenose perché contengono solanina. In passato veniva utilizzata in medicina per la sua forte azione diuretica. In cucina le bacche possono essere mangiate da sole, aggiunte ad insalate o impiegate per produrre marmellate. Leggermente essiccate possono essere messe in salamoia o sott aceto. Alloro (Laurus nobilis) Nomi comuni o dialettali: alloro, lauro. Pianta cespugliosa dioica della famiglia delle Lauraceae, ha normalmente un altezza di 1-5 m e può raggiungere un massimo di 10 m. Le foglie sono sempreverdi, aromatiche, coriacee, di colore D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin