Aneto

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 441 luoghi umidi e freschi; si rinviene spesso lungo fossi e canali. diffusa in tutta la penisola e in gran parte dell Europa centro-meridionale. Risulta assente al di sopra dei 1.000 m di quota e in tutta l Europa settentrionale. Non essendo coltivata in larga scala, per i cenni di coltivazione si rimanda alla coltura della malva cui è assimilabile. Normalmente di questa pianta sono impiegate le radici e le foglie. Le radici vengono estirpate con una vanga recidendole al di sopra del colletto, togliendo le piccole radici laterali e ottenendo così il rilascio di una mucillaggine con effetto emolliente. Le foglie si raccolgono prima della fioritura asportando il picciolo. La radice si impiega per produrre sciroppi utilizzati contro la tosse mentre le tisane fatte con le foglie sono indicate per le infezioni delle vie respiratorie. Come nel caso della malva, i preparati a base di Altea servono come antinfiammatori delle pareti intestinali. La radice può essere utilizzata per produrre decotti a uso esterno da impiegare per sciacqui e gargarismi contro le infezioni della bocca. Infine le foglie possono essere consumate crude in insalata oppure cotte, mentre la radice è buona lessata e ripassata in padella. Aneto (Anethum graveolens) Nomi comuni o dialettali: neto, finocchio bastardo. Spe- cie erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae, detto volgarmente finocchio fetido, presenta una radice fittonante; fusti finemente striati, sottili, alti da 40 a 120 cm, ramosi in sommità; foglie alterne, verde glauco, finemente laciniate, 2-3 pennatosette; fiori piccoli, gialli, con 5 petali minuscoli precocemente caduchi, raccolti in ombrelle di 20-40 raggi diseguali; il frutto è un diachenio ellittico, di colore bruno, con margine alato, liscio; peso dei 1.000 semi 1,5-2,0 g. L Aneto è originario dell India, della Persia, ma naturalizzato nell area mediterranea. In Europa centrale è coltivato da tempo come specie condimentaria per il gradevole aroma delle foglie e degli acheni. In Italia è coltivato anche in serra fredda, come nella zona di Albenga, per l utilizzo allo stato fresco. Buoni risultati sono stati conseguiti per la produzione del seme , per la buona adattabilità alle condizioni ambientali. abbastanza resistente alle basse temperature, ma può subire danni da gelate; per questo il ciclo colturale può essere primaverile-estivo al nord e autunno-primaverile negli ambienti a inverno mite. La semina diretta si effettua all inizio della primavera, in marzo-aprile, ma anche in autunno, con circa 10-12 kg/ha di seme, a file distanti 40-50 cm, in modo da agevolare la sarchiatura nell interfila. La densità ottimale è intorno a 30-35 piante/m2. Il controllo delle infestanti è effettuato con sarchiature e con trattamenti diserbanti in preemergenza. In particolari situazioni è opportuno prevedere l intervento irriguo, per favorire un uniforme emergenza e per un buono sviluppo della coltura. La raccolta dell aneto si effettua verso la fine dell estate, un po prima della maturazione piena (latteo-cerosa) per evitare la caduta dei frutti, momento di massimo accumulo di principi attivi, ed è meccanizzabile con mietitrebbie, cui seguono la ventilazione e la vagliatura del seme. Può essere anche falciata l intera pianta nella fase di pre-fioritura, il che permette un eventuale secondo sfalcio dopo 5060 giorni. Di norma, il prodotto del primo sfalcio è destinato all erboristeria, il secondo all estrazione dell olio, con caratteristiche più scadenti rispetto a quello ottenuto dai frutti. La resa in acheni oscilla tra 0,6 e 1,0 t/ha, contiene il 5-6% di oli essenziali e circa il 20% di sostanze grasse; il residuo delle piante falciate è di circa 10-15 t/ha. La produzione in biomassa, da utilizzare allo stato fresco, è intorno a 20-25 t/ha. Normalmente si utilizzano i frutti essiccati, comunemente detti semi, ma anche l intera parte aerea della pianta, raccolta prima della maturità dei frutti. Dalla distillazione si rilevano differenze nella composizione degli oli, a seconda che siano estratti dalle foglie o dai semi. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin