Angelica

D 442 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI Il costituente principale è l a-fellandrene, che tende a diminuire con la maturazione dei frutti, mentre poi aumenta rapidamente il carvone. Presumibilmente il carvone si sviluppa per trasformazione del fellandrene attraverso una serie di stadi, dei quali uno è costituito dal limonene. I semi contengono dal 2 al 5% di oli essenziali. Altri componenti sono diidrocarvone, a-pinene, anetolo, miristicina, b-cariofillene, ecc. L aneto e la sua essenza, inoltre, trovano largo impiego come aromatizzanti in molti prodotti alimentari, quali carni, insaccati, condimenti, salse, aceti, oli e nelle bevande alcoliche. impiegato in diversi prodotti cosmetici, quali saponi, detersivi, lozioni e profumi. In medicina veterinaria i frutti sono usati contro le coliche flatulente del bestiame. Angelica (Angelica archangelica L.) Nomi comuni o dialettali: angelica norvegese. Specie erbacea biennale o perenne della famiglia delle Apiaceae. Presenta una radice fittonante, carnosa, ramificata, con corteccia rugosa, striata e odore aromatico. Il fusto è eretto, alto 1-2 m, glabro, rossiccio, cavo, striato, molto ramificato, con foglie basali largamente picciolate e guaina avvolgente molto sviluppata, alterne, pennatosette con margine dentellato, di colore verde scuro. I fiori, piccoli, bianco-verdognoli, sono portati in ombrelle terminali di 20-30 raggi; il frutto è un diachenio ellittico, a coste dorsali acute. Specie molto diffusa in Europa centrale, spontanea lungo i fiumi e nei terreni umidi e paludosi, è usata nella farmacopea europea, molto coltivata in Germania, Belgio, Francia, dove è considerata anche una specie edùle, da mangiare cotta o cruda. In Italia è presente nell arco alpino, dove nel passato era stata oggetto di raccolta allo stato spontaneo. Attualmente è riportata tra le specie coltivate, ma su superfici del tutto modeste rispetto ad altri Paesi europei. L Angelica richiede terreni molto umidi, profondi, ricchi in sostanza organica, ambienti freschi, ma ben soleggiati. La fioritura si ha nell estate del secondo anno di vegetazione. La coltura può essere effettuata per semina o, preferibilmente, per trapianto dopo aver preparato le piantine in semenzaio. La densità ottimale della coltura è di 6-8 piante/m2, adottando distanze di 70-80 cm tra le file e 20-30 cm sulla fila. Sono importanti le sarchiature nel periodo autunnoprimaverile ed eventuali interventi irrigui, specialmente in caso di annate siccitose. La raccolta delle radici è eseguita in ottobre, quando le piante incominciano a perdere le foglie. Poi si provvede all essiccazione artificiale con aria calda. La produzione di radici fresche si aggira intorno alle 10-15 t/ha, pari a circa 3-4 t/ha di materiale secco. Le ombrelle si raccolgono quando il frutto non è ancora maturo e presenta un colore verde, poi sono essiccate e vagliate. La produzione di acheni è di circa 1 t/ha. Nel caso di colture da destinare alla produzione di sole foglie, si possono effettuare 1-2 tagli nel corso dell anno, per una durata di un triennio, con una resa di 15-20 t/ha di biomassa fresca e circa il 20% di secco. Secondo le situazioni ambientali, la coltura può essere destinata alla contemporanea produzione di radici, frutti e foglie. I principi attivi dell Angelica sono contenuti in tutti gli organi della pianta: radici, fusti, foglie e semi, che trovano impiego in diversi settori erboristici. Dalla radice, per distillazione in corrente di vapore, si ottiene un olio essenziale (0,35-1%) di odore muschiato, dovuto alla presenza di composti ossigenali (particolarmente di lattoni), quasi incolore appena distillato, giallobianco con l invecchiamento. I costituenti principali dell olio sono terpeni (15-40% di fellandrene, 14-30% di pinene), cumarine (angelicina, ostolo, ostenolo, bergabtene, imperatorina). I succhi di questa pianta sono caustici e con il contatto possono provocare irritazioni della pelle e forte prurito. La droga, comunque, contiene psoraleni, sostanze fotosensibili, mutagene e carcinogene; per questo l uso medicinale richiede

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin