Anice verde

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 443 precauzione. Per le proprietà amaro-aromatiche, toniche, eupeptiche e carminative, le radici dell Angelica sono utilizzate nella preparazione di infusi ad azione eupeptica. I semi sono direttamente impiegati nel settore liquoristico. L olio essenziale è un componente del gin e di altri liquori alpestri come il chartreuse, preparato per la prima volta nel convento della Grande Certosa. Si conosce anche un elisir di Angelica ottenuto dalla macerazione in alcol dei semi e degli steli freschi. I piccioli e gli steli sono utilizzati come condimento per determinate salse o per produrre canditi. Anice verde (Pimpinella anisum) Nomi comuni o dialettali: anice comune. Specie er- bacea annuale della famiglia delle Apiaceae. La pianta, erbacea, presenta radice fittonante; fusto eretto, cilindrico, striato, solcato, pubescente, ramificato verso l alto; foglie di forma diversa (eterofillia), le basali lungamente picciolate, reniformi e dentate, le intermedie trifogliate, dentate o incise, le superiori (2-3) pennatosette; i fiori, riuniti in ombrella, sono piccoli, bianco-giallognoli e a fioritura in luglio-agosto; i frutti, impropriamente detti semi, sono diacheni, ovoidi, lunghi 3-4 mm, striati longitudinalmente, di colore grigio verdastro e di odore aromatico. L Anice verde è presente in tutto il bacino mediterraneo; originario dell Asia occidentale, era noto fin dall antichità per le diverse proprietà terapeutiche. In Italia è stata una delle specie officinali più coltivata, specialmente nelle Marche, dove nell ascolano è largamente coltivato per la produzione di un noto liquore dolce, l anisetta. una specie delle zone temperate e in coltivazione ha un ciclo primaverile-estivo. Richiede terreni profondi, di medio impasto, ben soleggiati, preferibilmente di collina, con buona e regolare piovosità nei mesi primaverili-estivi. La semina si effettua in marzo-aprile, a file distanti 50-60 cm a 10-15 cm sulla fila, in modo da ottenere un investimento medio di circa 15-20 piante/m2, con una quantità di seme di 10-15 kg/ha. Sono necessarie un paio di sarchiature ed eventuali interventi irrigui di soccorso, in caso di annate siccitose. La fioritura ha inizio alla fine di giugno e la maturazione in agosto-settembre. La raccolta dell Anice è effettuata manualmente tagliando le ombrelle man mano che maturano, preferibilmente il mattino presto, per evitare la caduta del seme, e poi si mettono ad essiccare. Successivamente le ombrelle si battono e si sgranano. Attualmente, su superfici ampie, si può ricorrere all uso di mietitrebbie, previa opportuna regolazione di alcuni organi per evitare danni ai tegumenti dei frutti. Sono anche disponibili sgusciatrici per semi minuti. La produzione di seme si aggira intorno a 5-10 q/ha. I principi attivi sono contenuti nei frutti essiccati e sono utilizzati direttamente nella preparazione dell anisetta. Le proprietà dell Anice sono molteplici: carminative, stomachiche, eupeptiche, galattogene, sedative. L Anice, come l Assenzio, è tossico a dosi elevate, per i centri nervosi e può provocare stati di ebetismo e comatosi. Per le sue proprietà aromatiche, i semi di anice trovano largo impiego in diverse preparazioni alimentari, prodotti da forno, insaccati, minestre e in liquoreria nella preparazione di amari tonici e digestivi. Molto noto è il liquore dolce anisetta . presente come eupeptico ed espettorante in prodotti farmaceutici. Nel mondo antico l essenza era utilizzata come sostanza profumante ed era considerata molto efficace in diversi casi patologici, in particolare come carminativo e stomachico. Era raccomandato per le sue proprietà dalla scuola medica salernitana. Arnica (Arnica montana) Nomi comuni o dialettali: tabacco di montagna. Specie erba- cea perenne, rizomatosa, presenta un fusto peloso e glanduloso, con foglie basali disposte a rosetta e lanceolate, dal cui centro si diparte uno scapo semplice, provvisto di foglie caulinari opposte, piccole, con alla sommità un grande capolino, talvolta ramificato. I fiori del capolino sono di colore giallo aranciato, gli esterni sono ligulati, disposti su un unico D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin