Assenzio o Artemisia gentile

D 444 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI ordine e quelli del disco sono ermafroditi e tubulosi. Il frutto è un achenio rugoso bruno nerastro. molto diffusa nelle zone temperate e fredde, volgarmente detta tabacco di montagna , perché utilizzata dagli abitanti delle zone montane in sostituzione del tabacco da fiuto. frequente nei pascoli e nella brughiera della zona montana alpina e nell appennino settentrionale, ad altitudine compresa tra 500 e 2.500 m, dove nel passato è stata oggetto di raccolta allo stato spontaneo e anche di esportazione. Le aree di maggiore diffusione sono indicate nella provincia di Trento, Belluno e Gorizia. La coltivazione può avere una durata preferibilmente triennale. Raggiunge la più elevata produttività nel secondo e terzo anno, mentre in seguito le rese in fiori si riducono, per cui nell autunno del terzo anno si può procedere alla raccolta delle radici. Richiede un terreno ricco in sostanza organica e acido-sub-acido. La preparazione del terreno consiste in un aratura alla profondità di 25-30 cm, con eventuale interramento di letame, seguito da lavorazioni complementari, per la preparazione del letto di semina. La coltura può essere realizzata per semina diretta o trapianto delle piantine. La preparazione dei semenzai viene effettuata in febbraio, per avere piantine pronte per il trapianto in primavera. La raccolta scalare è eseguita manualmente all inizio della fioritura. L essiccazione dei capolini e delle radici può essere effettuata a 40-45 °C. I capolini vengono estratti in alcol di opportuna gradazione per avere un grado finale di 60 °C alcolici. L olio essenziale dei fiori presenta un colore giallo-rossicciobrunastro, con odore e sapore fortemente aromatici. L olio essenziale della radice possiede una colorazione giallo-chiaro e un odore forte e aromatico. Di questa pianta si utilizzano il rizoma, le radici e i fiori, che contengono oli essenziali di differente contenuto e composizione tra i fiori (0,2-0,4%) e le radici (1-1,3). La FUI riporta come droga le infiorescenze essiccate intere o miste con i fiori staccati (Arnica flas). Nei fiori sono presenti lattoni sesquiterpenici pseudoguaianolidici (loliolide, arnicolidi), alcoli triterpenici (arnidiolo, faradiolo), polifenoli, flavonoidi. Nella pianta sono presenti alcuni composti tossici che ne impediscono l uso in caso di ferite e l arnicolide, di un certo interesse come antitumorale. Alcuni autori hanno escluso la presenza di arnicina, sostanza amara. I preparati a base di Arnica svolgono un azione antiflogistica, antinfiammatoria, antinevralgica, antireumatica e sono impiegati nei casi di contusioni con traumi, ematomi, nei disturbi articolari, nelle flebiti, nelle flogosi delle mucose orali, nelle punture di insetti. Gli estratti d Arnica sono utilizzati nei preparati per la cellulite e nei prodotti per il massaggio stimolante e sportivo. Assenzio o Artemisia gentile (Artemisia pontica) Nomi comuni o dialettali: assenzio gentile e assenzio pontico comune. Pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae. Ha portamento eretto e raggiunge un altezza di 35-50 cm con fusti numerosi, sottili e molto ramificati; le foglie verdi-grigie ricoperte di una fitta peluria, hanno un contorno triangolare e sono suddivise in sottilissime lacinie. I fiori compaiono tra giugno e agosto, e sono raccolti in capolini penduli di colore grigio. La radice è fittonante. L Assenzio gentile non si trova in Italia allo stato spontaneo, è una pianta originaria dell Europa medioorientale e della zona caucasica. Predilige terreni incolti e aridi fino ai 2.000 m di quota e non tollera terreni argillosi e umidi. Coltivata in Piemonte, questa pianta perenne viene comunemente trattata come annuale non prolungando oltre l anno il ciclo biologico. Necessita di lavorazioni medio-profonde e la piantagione dei rizomi si effettua in autunno o a inizio primavera, in solchi distanti 35 cm l uno dall altro. Si consiglia la rullatura del terreno a piantagione avvenuta. Gli interventi colturali consistono in 2-3 sarchiature primaverili, unite a leggere concimazioni azotate. La raccolta si fa recidendo la pianta alla base alla completa fioritura. Nella rotazione l assenzio prende il posto di una coltura da rinnovo.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin