Assenzio pontico

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 445 Viene utilizzata l intera pianta fresca o essiccata. Contiene un olio essenziale e altre sostanze come artemisina, cineolo e tannini. L Assenzio è utilizzato prevalentemente in liquoreria per la produzione del vermut. In erboristeria si impiega la pianta essiccata per realizzare infusi e decotti che nella medicina popolare venivano impiegati per dismenorrea e amenorrea. Assenzio pontico (Artemisia vallesiaca) Nomi comuni o dialettali: assenzio pontico, piccolo assenzio, assenzio svizzero. Si tratta di una pianta perenne della famiglia delle Asteraceae. La pianta è alta circa 30-50 cm e presenta fusti coperti di peli ramificati già dalla base. I fusti portano le foglie e i fiori riuniti in capolini che formano una pannocchia allungata. Questa pianta risulta presente nell Europa centrale e nelle regioni alpine italiane, dove cresce spontanea in maniera sporadica. Non ama terreni argillosi e umidi mentre al contrario predilige luoghi soleggiati e freschi. Si tratta di una specie coltivata tipica delle regioni alpine. Come pianta perenne resta sul terreno per 3-4 anni. Per questo motivo si avvantaggia di lavorazioni profonde e abbondanti concimazioni organiche. La semina può avvenire direttamente a dimora in primavera a file distanti 60-70 cm. In alternativa si può effettuare la semina in semenzaio per poi trapiantare le piantine. La raccolta avviene alla fine dell estate prima della piena fioritura. Le piante si tagliano alla base e vengono essiccate all ombra. L essiccazione deve avvenire il più rapidamente possibile per far conservare la droga, il colore e il caratteristico aroma. In commercio è richiesta generalmente la sommità della pianta essiccata, cui sono attribuite proprietà emagoghe. La droga essiccata viene impiegata in erboristeria per la produzione di infusi e decotti. In cucina l assenzio pontico viene utilizzato prevalentemente in liquoreria. Assenzio maggiore o romano (Artemisia absinthium) Nomi comuni o dialettali: assenzio romano e assenzio vero. Pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae che raggiunge fino a 1 m di altezza. Il fusto, scanalato e ricoperto di peli, porta foglie profondamente divise di colore grigio-verde. I fiori di colore giallo compaiono in luglio e agosto riuniti in capolini poco appariscenti. Si trova molto abbondante allo stato spontaneo in tutta la penisola italiana a eccezione delle isole. In alcune aree montane e submontane copre notevoli estensioni arrivando a soffocare l altra vegetazione. Predilige terreni incolti e aridi fino ai 2.000 m di quota. Nonostante il prodotto spontaneo sia molto abbondante, la coltivazione di questa pianta può essere conveniente soprattutto in quei terreni poveri, aridi, calcarei e anche scoscesi. La propagazione avviene per divisione dei cespi con interramento in autunno in solchi distanti 60-70 cm. Si può anche seminare in semenzaio a primavera e successivamente trapiantare le piantine a dimora in autunno. La durata ottimale dell impianto è di 4-6 anni. Questa pianta non richiede alcuna cura successiva all impianto, all infuori che qualche sarchiatura. La raccolta delle sommità fiorite effettuata meccanicamente si effettua in 2 sfalci all anno, uno a primavera e uno in autunno. La resa totale in secco è di circa 2,7 t/ha. Dell Assenzio maggiore sono richieste la pianta essiccata e le sommità fiorite. Contiene un alta percentuale di olio essenziale che conferisce a questa pianta numerose proprietà medicamentose come antipiretico, antisettico, digestivo, tonico e vermifugo. Il decotto in vino o l infuso di foglie e fiori erano usati per stimolare l appetito e favorire la digestione. Come uso esterno il decotto si applicava sulle ferite. In cucina trova ampio impiego in liquoreria nella produzione del vermut. Inoltre è il principale ingrediente del liquore che porta il nome della pianta stessa e che viene utilizzato soprattutto dagli artisti. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin