Biancospino

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 447 La pianta è diffusa in tutte le regioni dell Italia e, allo stato selvatico, è presente in Europa centrale, Africa settentrionale e Asia occidentale. Cresce nelle zone montane fino a 1.400 m di quota, in Italia si può incontrare nei boschi delle Alpi e degli Appennini. Predilige terreni calcarei e le zone fresche e ombreggiate come i margini dei boschi. L epoca di impianto di questa coltura è la primavera con distanze di impianto di 60-80 cm. Dopo l attecchimento si esegue la sarchiatura con la nitratazione (quest ultima deve essere ripetuta più volte). Il ciclo di questa coltura dura 3-4 anni e si hanno due raccolti all anno quando la pianta è in piena fioritura. Tutte le parti della pianta contengono atropina, che è un alcaloide che risulta velenoso per l uomo; particolarmente velenose sono le bacche, anche per il loro sapore dolciastro che potrebbe indurre le persone a cibarsene; l ingestione può, nei casi più gravi, indurre anche alla morte. Da sempre la pianta è utilizzata per le sue proprietà antispasmodiche, antisecretive e midriatiche. Il succo delle foglie viene usato anche come rimedio contro le punture di vespe. Ad oggi la richiesta della Belladonna da parte delle case farmaceutiche è da considerarsi nulla in quanto questa tipologia di pianta è stata sostituita con la Datura, specie che l uomo può tollerare meglio. Biancospino (Crataegus monogyna) Nomi comuni o dialettali: spino bianco. Il Biancospino comune è un piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Raggiunge un altezza massima di 6 m e i giovani fusti sono dotati di spine. Le foglie sono di forma romboidale, incise profondamente. Fiorisce in aprile-maggio producendo infiorescenze (corimbi) contenenti ognuna fino a 25 fiori. I fiori composti di cinque petali sono di colore bianco e lunghi 5-6 mm. Produce frutti che a maturazione sono di colore rosso, con una dimensione di un centimetro. La pianta è molto comune ed è distribuita in tutto il territorio nazionale e nel continente europeo oltre che in America settentrionale e in Asia. Si rinviene maggiormente in aree di boscaglia o cespugliose su terreni calcarei. Si trova diffusa dal livello del mare fino a 1.500 m di quota. Il Biancospino viene coltivato quasi esclusivamente come arbusto per la formazione di siepi; infatti era utilizzato come siepe di confine fra gli appezzamenti agricoli. Oggi, con la meccanizzazione, queste siepi stanno scomparendo e di conseguenza questa specie è sempre più rara nei terreni prettamente agricoli. Vista la quasi totale scomparsa della specie a livello spontaneo, è prevedibile ricorrere alla coltivazione per gli usi farmaceutici. Le parti verdi della pianta contengono flavonoidi come liperoside e vitexina, composti terpenici come l acido ursolico, ammine, steroli e tannini. Per i suoi principi attivi viene utilizzato come ricostituente, antidiarroico, ipotensivo e cardiotonico. I frutti sono commestibili e vengono impiegati per la produzione di marmellate, gelatine e sciroppi. In erboristeria e nell industria farmaceutica sono utilizzati i fiori essiccati. Borragine (Borago officinalis) Nomi comuni o dialettali: erba pelosa, bragia, lingua rada, buraxu, buraje. Pianta erbacea annuale della famiglia delle Borraginaceae, presenta un fusto eretto, alto fino a 20-60 cm. I fusti portano foglie alterne pelose e fiori blu, a forma di stella, leggermente chinati verso il basso. La fioritura è scalare da giugno a settembre. Originaria della Spagna e del Marocco si è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo ed è conosciuta fin dall antichità. tutt oggi diffusa in gran parte di Europa e America centrale. Si trova su terreni incolti e scoscesi fino a 1.700 m di quota. Vista l ampia diffusione e la sua abbondanza a livello spontaneo, la coltivazione della Borragine non è molto conveniente. Si propaga principalmente per seme e la semina avviene in autunno (settembre) o primavera a file distanti 50 cm. Le operazioni colturali sono D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin