Borsa del pastore

D 448 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI esclusivamente delle sarchiature. La fioritura si ha da aprile a maggio e successivamente vanno raccolte le sommità fiorite. Questa coltura può risultare interessante in apicoltura per l abbondanza di nettare prodotto dai fiori. Vengono impiegate le sommità fiorite per produrre la droga essiccata mentre si impiegano anche le foglie fresche raccolte tra febbraio e maggio. In alcune fasi vitali la pianta può contenere composti ad attività epatotossica. Da sempre conosciuta, ha proprietà depurative, diuretiche, emollienti, sedative e sudorifere. La pianta contiene mucillagini, proteine, carboidrati, sali minerali e le vitamine A, C, E, PP. In cucina le giovani foglie si possono mangiare crude in insalata oppure cotte per preparare minestre, ripieni, frittate e frittelle. Si dice che la Borragine rallegra gli spiriti infettati dalla bile nera , cioè suscita buon umore. Si impiega anche per produrre tisane, macerati e decotti per uso sia interno che esterno. Borsa del pastore (Capsella bursa pastoris) Nomi comuni o dialettali: borsa del pastore, borsacchina, erba di giuda, erba raperina, capsella, erba borsa. un erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Brassicaceae. Ha portamento eretto con silique a forma di cuore lungo l intero asse fiorale; i fiori sono di colore bianco. Raggiunge i 40 cm di altezza, presenta foglie basali pennate e foglie più piccole inguainate e aderenti al fusto. La radice è fittonante. Questa pianta infestante è comunissima su tutti i terreni e diffusa ovunque a livello mondiale fino ai 2.000 m di quota. Si adatta a qualsiasi tipo di clima e di terreno e si rinviene anche in aree molto antropizzate. Vista la larghissima diffusione a livello mondiale, la droga che si ottiene da questa coltura è quasi esclusivamente di origine spontanea. Tuttavia la capsella può anche essere coltivata sfruttando le sue caratteristiche di rusticità. La sua coltivazione è assimilabile alle altre crucifere coltivate (rapa, ravizzone, colza) e di conseguenza non presenta particolari difficoltà per l agricoltore. La propagazione avviene per seme, con le normali seminatrici meccaniche a file distanti 35-40 cm. La semina può essere effettuata in autunno, in climi temperati, per un precoce sviluppo primaverile e il raccolto è in giugno. La semina può essere anche primaverile, in climi freddi, con raccolto più tardivo. consigliata la rullatura dopo la semina. Possono rendersi necessari interventi, come diserbo e sarchiature, per contenere le erbe infestanti. La raccolta si esegue alla fioritura (giugno-agosto) con sfalcio dell intera pianta. Si utilizza la pianta intera che viene falciata al momento della fioritura. La massa vegetale deve essere poi essiccata all ombra. Fra le proprietà curative di questa pianta le principali sono quella astringente, emostatica e antisettica. Inoltre la tisana ricavata da questa pianta viene utilizzata per tutti i tipi di emorragia in quanto stimola la produzione di piastrine. Come uso esterno gli impacchi di questa pianta sono impiegati per curare le ferite. Infine, in cucina le foglie della rosetta basale possono essere consumate fresche o preferibilmente cotte a causa del suo sapore poco gradevole. Dai semi si può estrarre un olio commestibile. Calamo (Acorus calamus) Nomi comuni o dialettali: calamo aromatico, acoro, canna odorosa. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Acoraceae. una pianta acquatica perenne con rizoma aromatico, dal quale si dipartono foglie strette e allungate, alta fino a 2 m. Gli scapi hanno forma triangolare e da questi si origina l infiorescenza. I fiori ermafroditi sono raggruppati in uno spadice di forma conica di colore giallo o verde chiaro. I frutti sono bacche di colore rosso. Originaria dell Asia, questa pianta si è diffusa in Europa e in tutti i Paesi a clima temperato fino all America settentrionale. Cresce in aree umide e paludose e vegeta fino a 300 m di quota.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin