Calendula

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 449 La coltivazione del Calamo non è semplice visto l ambiente che richiede. La propagazione è agamica con pezzettini di rizoma di 5-6 cm messi in semenzaio in autunno con successivo trapianto in primavera. La raccolta del rizoma (dopo il 3° anno) si effettua all inizio dell autunno. La radice viene pelata, tagliata a fette e fatta essiccare. La conservazione non è delle più facili in quanto il rizoma può essere infestato da vermi. Si usa essenzialmente la radice pelata per le sue proprietà digestive, ma può essere anche estratta la sua essenza. Le radici vengono utilizzate per la preparazione di liquori e tisane ad uso digestivo. L essenza viene invece impiegata in profumeria e per aromatizzare alcune bibite. In cucina i germogli si utilizzano nelle insalate mentre la radice è utilizzata per aromatizzare le carni. Calendula (Calendula officinalis) Nomi comuni o dialettali: fiorrancio, callandria, calta, cappuccina, garofano di spagna. Pianta erbacea biennale della famiglia delle Asteraceae, a fusto ramoso e vellutato di circa 50 cm di altezza. Le foglie sono spesse, lanceolate e vischiose al tatto. I fiori giallo-arancio (simili a una margherita) sono raccolti in capolini di 3-5 cm, eretti alla fioritura che si prolunga per tutta l estate. Il frutto è un achenio dalla tipica forma a C . Di origine incerta, si ritiene provenga dal Marocco e si riscontra la sua presenza nei prati, soprattutto dell Italia centro-meridionale e in tutto il Mediterraneo fino ai 600 m di quota. Sensibile al freddo, predilige terreni esposti, ricchi di sostanza organica, areati e sufficientemente umidi. Questa pianta biennale viene normalmente coltivata come annuale per la produzione di capolini mentre le varietà a fiore grande sono coltivate a scopo ornamentale. La semina si effettua in pieno campo ad aprile-maggio nei climi freddi o in autunno nei climi caldi, utilizzando 2-3 kg di semi per ettaro mischiati con sabbia, a 2-3 cm di profondità in file distanti 60-70 cm. In alternativa si può effettuare la semina in semenzaio in agosto-settembre con successivo trapianto a dimora in ottobre-novembre. Il terreno deve essere fertile, leggero, abbondantemente concimato, finemente lavorato e possibilmente irriguo. Fra le cure colturali si rendono normalmente necessari interventi di sarchiatura per il contenimento delle infestanti mentre si ricorre a irrigazioni di soccorso in caso di necessità. La fioritura ha inizio in marzo-aprile e prosegue scalarmente e ininterrottamente fino ai primi freddi. La raccolta dei capolini si effettua manualmente senza peduncolo e successivamente questi vengono essiccati all ombra su graticci. La droga essiccata va poi stagionata in luoghi bui e asciutti. La droga è costituita essenzialmente dai capolini essiccati. I fiori di calendula hanno proprietà antispasmodiche e cicatrizzanti, antisettiche e antinfiammatorie. Il decotto di questa pianta viene impiegato per curare la tosse, il raffreddore, le coliti e le ulcere mentre come uso esterno si impiega sulla pelle arrossata e sulle ustioni o per estirpare calli e attenuare i geloni. Viene utilizzata in farmacia nei prodotti antistaminici per curare le allergie. In cucina i fiori possono essere consumati freschi in insalata oppure secchi al posto dello zafferano per dare colore ad alcuni piatti. Camedrio (Teucrium chamaedrys) Nomi comuni o dialettali: camedrio comune, calandrina, erba viva, calamandrea, erba querciola. Pianta perenne della famiglia delle Labiateae, presenta foglie coriacee di colore verde vivo, lucide in superficie e pelose sul lato inferiore; le foglie sono di forma ovale con i bordi crenati e brevemente picciolate. Il fusto è eretto, di lunghezza da 10 a 30 cm e di colore verde striato di viola. I fiori, riuniti in piccoli gruppi, compaiono da maggio a settembre e sono di colore porpora e rosa. Il frutto è un achenio, bruno e ovale. L habitat di questa pianta è rappresentato da prati aridi, boschi radi e pendii rocciosi. Vegeta soprattutto su terreni calcarei, D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin