Camomilla romana

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 451 Camomilla romana (Anthemis nobilis) Nomi comuni o dialettali: camomilla nobile, camomilla romana. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae, è un erbacea perenne, vivace, alta 30-40 cm, con fusti fragili, striscianti, provvisti di radici avventizie nelle parti a contatto col suolo. I fiori delle varietà coltivate fioriscono da luglio a settembre e sono bianchi, sterili e raccolti all apice dei fusti in capolini solitari doppi. Pianta originaria dell Europa occidentale, diffusa nel resto dell Europa come specie coltivata e successivamente inselvatichita. Predilige terreni freschi e leggeri, ambienti esposti in pieno sole, teme i ristagni idrici. La propagazione avviene per divisione dei cespi con impianto in autunno o in primavera in file distanti 40-50 cm, in modo da raggiungere una densità ottimale di 10-15 piante/mq. Necessita di lavorazioni del terreno accurate, anche se superficiali, e di abbondanti concimazioni sia organiche che minerali. La coltura non viene prolungata oltre i 2 anni sullo stesso terreno ed è assimilabile a una coltura da rinnovo. Le irrigazioni debbono essere abbondanti ed eseguite preferibilmente per scorrimento per non bagnare i capolini che altrimenti diventerebbero scuri. La raccolta può essere eseguita in modo manuale o con l utilizzo di macchine pettinatrici e inizia solitamente da metà giugno e prosegue fino ad agosto. Questa operazione è la più difficile e deve essere eseguita quando i capolini sono asciutti evitando le ore più calde del giorno. I capolini raccolti vengono portati in essiccatoio che deve essere arieggiato e poco illuminato. Successivamente devono essere stagionati per circa un mese. Si impiegano i capolini essiccati dai quali si estrae l olio essenziale che ha proprietà sedative, antispasmodiche, antinfiammatorie, antisettiche e antimicrobiche. L olio essenziale può essere utilizzato in cosmesi per la cura del viso e come rimedio per tutte le manifestazioni cutanee. Viene utilizzato anche per la cura dell insonnia, degli stati d ansia e dello stress. Canapa (Cannabis sativa) Nomi comuni o dialettali: canapa utile. Pianta erbacea annuale, dioica, della famiglia delle Cannabinaceae. Presenta un fusto eretto e raggiunge un altezza fino a 5 m; la radice è fittonante, le foglie sono picciolate, palmatosette. L infiorescenza maschile è una pannocchia composta da numerosi racemi ascellari, quella femminile è una falsa spiga a ciuffo. Il frutto è un achenio, ovoidale, di colore bruno. La Canapa è conosciuta come pianta da fibra fin dall alba della civilizzazione. Di fatto scomparsa come coltivazione in Italia, nell ultimo decennio le superfici coltivate a canapa sono nuovamente tornate a crescere. Dapprima le coltivazioni sono state a scopo sperimentale in quanto la ricerca su questa specie si è indirizzata verso varietà adatte alla meccanizzazione e con bassissime quantità di alcaloidi. Come anche altre piante da fibra, la canapa è coltivata per la produzione di semi che vengono impiegati nell industria mangimistica. Il principale prodotto è però la fibra grezza che si ottiene dagli steli secchi che vengono messi a macerare per sommersione prolungata in acqua (8-10 gg). Questa operazione fa sì che le fibre si separino dal canapulo permettendo quindi le successive operazioni di cardatura e filatura. Si tratta di una pianta macroterma molto esigente in fatto di concimazione e irrigazione, soprattutto durante il periodo estivo. Per quanto riguarda l avvicendamento, è una classica coltura da rinnovo, considerata un eccellente precedente per il frumento che dopo di essa trova favorevoli condizioni fisico-chimiche e di rinettamento dalle erbe infestanti. Si semina generalmente ad aprile, a profondità non superiore a 1,5 cm, in file distanti 30-40 cm per ottenere una densità di 100 p/mq. La raccolta si effettua ad agosto con taglio dell intera pianta. Si impiega generalmente la pianta intera, ma si utilizzano anche i semi. Alcune varietà o sottospecie presentano alcaloidi molto tossici che hanno creato ostacoli alla diffusione di questa D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin