Capelvenere

D 452 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI specie a causa della cattiva fama di illecita fonte di droga. Oggi queste sottospecie sono coltivate a scopo terapeutico. Da tempo antichissimo la Canapa è usata come pianta tessile. Si impiegano anche i semi utilizzati come mangime per animali, soprattutto in ornitologia. A scopo farmaceutico è utilizzata nel trattamento del glaucoma e viene prescritta sotto controlli medici anche come analgesico. Capelvenere (Adiantum capillus-veneris) Nomi comuni o dialettali: capelvenere. una piccola felce perenne, appartenente alla famiglia delle Adiantaceae ; possiede un rizoma strisciante e variamente ramificato, i fusti sono esili filamenti di colore bruno. Le foglie sono triangolari, di colore verde chiaro con corti piccioli sottili come capelli (da qui il nome). Produce fitti cespi che raggiungono un altezza di 10-40 cm. Come tutte le felci produce spore in strutture (sori) ubicate nella pagina inferiore delle foglie. Specie diffusa in Europa, Africa, Nord e Centro America. Come molte felci predilige le zone ombrose e umide, soprattutto nelle vicinanze di corsi d acqua e su terreni calcarei. Si trova nel sottobosco anche nelle fessure delle rocce. Vegeta fino a un altitudine di 1.300 m s.l.m. Si coltiva essenzialmente a scopo ornamentale. La sua coltivazione è difficoltosa in quanto la pianta è molto delicata ed esigente in fatto di luce e umidità. una pianta molto comune allo stato spontaneo; si raccolgono le fronde da giugno a novembre, recidendole alla base del picciolo. Ha proprietà diuretiche, bechiche, emollienti, espettoranti e diaforetiche. Il decotto delle foglie veniva impiegato come rimedio per il catarro e contro la raucedine. A uso esterno si utilizzava per il mal di gola e per impedire la caduta dei capelli. In cucina era usato come sostituto del tè. Cardo mariano (Silybum marianum) Nomi comuni o dialettali: cardo mariano, cardo della madonna, cardo asinino, cardu, cardo lattato, cardo santo, cardalana. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae o Composite, è una pianta erbacea annuale o biennale, alta 60-150 cm, con fusto eretto e pubescente. Presenta foglie alterne di colore verde brillante, con chiazze bianche e margine spinoso. Il nome della specie marianum infatti risale alla leggenda secondo cui le variegature bianche sulla foglia furono procurate dal latte della Vergine Maria. La radice è fittonante, i fiori di colore violaceo (tarda estate) sono riuniti in capolini globosi all apice del peduncolo e circondati da un involucro bratteale spinoso. I frutti sono acheni lisci, neri con pappo. Il Cardo, originario dell area mediterranea, predilige terreni asciutti e in pieno sole, climi caldi e secchi. Si trova spesso in zone incolte, prati spontanei e in terreni ricchi di scheletro e/o su macerie. La sua coltivazione non è molto diffusa e, dove viene attuata, è generalmente annuale. La semina in pieno campo avviene ad aprile, con file distanti 70-80 cm e la densità ottimale di impianto è di 5-7 piante/m2. Per quanto riguarda le cure colturali la pianta non ha molte esigenze da un punto di vista della concimazione (massimo 50 unità/ha di azoto, fosforo e potassio alla semina). Il controllo delle infestanti avviene con la sarchiatura dell interfilare, se necessario. La raccolta dei frutti avviene con la mietitrebbia quando le piante risultano completamente essiccate e presentano un colore nero uniforme e i capolini iniziano ad aprirsi (luglio-agosto). Un buon impianto può fornire 1,5 t/ha di frutti. Questa pianta ha riconosciute proprietà diuretiche, epatoprotettive, spasmolitiche, toniche ed è impiegata come aperitivo. Si utilizzano sia le foglie giovani che le radici e i frutti. In cucina le foglie giovani vengono impiegate cotte o crude in insalata (il sapore ricorda lo spinacio) mentre le radici si consumano bollite. Vengono consumati anche i capolini come sostituti dei carciofi. Con il Cardo si preparano anche i liquori e un gradevole aperitivo lasciando in infusione le radici nel vino.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin