Carvi

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 453 Carvi (Carum carvi ) Nomi comuni o dialettali: cumino dei prati. Il Carvi, o cumino dei prati, è un ombrellifera biennale originaria dell Europa e dell Asia centro-occidentale. La pianta è simile alla carota e a molte altre ombrellifere. Il fusto raggiunge un altezza massima di 50-60 cm e presenta foglie finemente divise. Le infiorescenze sono delle ombrelle di piccoli fiori bianchi e i frutti sono degli acheni di forma semicircolare. Da non confondere con il Cumino, che ha frutti simili ma aromi totalmente diversi. La pianta predilige terreni di montagna sciolti e freschi, e richiede un clima caldo e posizioni soleggiate, cresce fra 800 e 2.200 m di altitudine. La specie è diffusa nelle regioni del Centro-Nord Italia e in numerosi Paesi dell Europa. Risulta presente anche in Asia e Africa del Nord, ma viene coltivata anche negli Stati Uniti dove non è presente però allo stato spontaneo. La coltivazione di questa coltura è molto simile a quella dell Anice che viene seminato in primavera ma, a differenza di quest ultimo, la semina viene eseguita nell autunno precedente. Del Carvi si impiegano generalmente i frutti che vengono utilizzati interi come spezie. Questi contengono oli essenziali, fra i cui composti ricordiamo il limonene e il carvone che danno loro il tipico aroma. In cucina i frutti del Carvi sono utilizzati per produrre liquori e come spezie per piatti di carne in umido nella cucina dell Europa centrale e nordica. Si utilizza anche la radice che viene bollita come la carota. utilizzato anche in erboristeria per gli effetti digestivi, antisettici e per eliminare il meteorismo. L olio essenziale è impiegato anche nell industria cosmetica. Cedrina (Aloysia citriodora) Nomi comuni o dialettali: erba limone, erba Luigia, limoncina, verbena odorosa. Pianta arbustiva a foglia caduca della famiglia delle Verbenaceae. Può raggiungere un altezza massima di 3 m, presenta foglie lanceolate che emanano un intenso profumo di agrumi. I fiori, di colore bianco, sono molti piccoli e raggruppati in spighe. La pianta è originaria del Sud America, da dove è stata introdotta in Europa nel XVII secolo. In Italia è diffusa nelle regioni insulari e tirreniche, in Europa è citata solo in Spagna, Francia e nei Balcani. Vive pressoché esclusivamente a livello del mare preferendo climi temperato-caldi e mal si adatta ai rigori dell inverno. La Cedrina si trova diffusa quasi esclusivamente a scopo ornamentale e la sua coltivazione avviene principalmente in vivaio, dove la specie viene riprodotta per talea e destinata alla produzione di piantine in vaso. Si utilizzano principalmente le sue foglie, ricche di oli essenziali che contengono geraniolo, citrale e limonene che danno alla pianta il tipico aroma. Oltre alle foglie, possono essere utilizzati anche i fiori essiccati. In cucina le foglie verdi si impiegano per produrre liquori, marmellate e nelle macedonie. Trova impiego anche nell industria cosmetica mentre più semplicemente le foglie essiccate si impiegano per la profumazione di ambienti e armadi. Gli infusi sono utilizzati come digestivi, carminativi e antispasmodici; può essere utilizzato anche come sedativo. Centaurea minore (Erythraea centaurium) Nomi comuni o dialettali: fiele di terra, erba della febbre. Appartiene alla famiglia delle Gentianaceae, è una pianta erbacea annuale con radice a piccolo fittone, fusto a sezione quadrangolare alto fino a 40 cm, semplice o ramificato nella parte superiore. L infiorescenza è un corimbo di fiori rosa e fiorisce da maggio a settembre. Piccola erba annuale o biennale risulta comune nei prati dal mare alla collina, ma sempre in quantità molto limitate. Predilige terreni freschi e umidi. I tentativi di coltivazione finora effettuati hanno dato soltanto alcune indicazioni circa il terreno da preferire, la semina e le altre pratiche colturali. Queste però non sono ancora sufficienti per stabilire la convenienza della coltura da un punto di vista economico. Va però detto che, vista la crescente richiesta della droga secca (costituita dalla pianta intera fiorita), D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin