Coriandolo

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 455 Coriandolo (Coriandrum sativum) Nomi comuni o dialettali: coriandolo comune, erba cimicina. Il Coriandolo è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiacee o Ombrellifere. Le foglie, molto simili a quelle del prezzemolo, hanno un lungo picciolo e presentano le lamine dentate e molto frastagliate. Risultano aromatiche e con un odore somigliante a quello delle cimici. L infiorescenza è un ombrella formata da tanti piccoli fiori bianchi. Il frutto come in tutte le Ombrellifere è un achenio. Questa pianta si trova distribuita pressoché in tutta Italia e in larga parte d Europa. Si adatta molto bene a tutti i tipi di terreno, anche se si ottengono produzioni migliori in terreni di medio impasto e di buona fertilità. Per le sue caratteristiche il Coriandolo si presta benissimo come pianta da rinnovo. Il ciclo colturale è breve (circa 4 mesi) e richiede un basso impiego di manodopera. La semina si effettua generalmente in marzo su terreno opportunamente lavorato e affinato, a file distanti 30-35 cm impiegando circa 40 kg di seme a ettaro. La lotta alle infestanti si esegue solitamente con un trattamento erbicida in preemergenza. Successivamente non saranno necessari altri interventi colturali fino alla raccolta. Questa si esegue quando la pianta è totalmente secca con mietitrebbie da cereali opportunamente adattate. La produzione varia da 15-20 q di seme a ettaro. In molti Paesi è impiegato anche come ortaggio da foglia e di conseguenza la tecnica colturale sarà più simile a quella degli ortaggi freschi. Del Coriandolo si impiegano comunemente le foglie e i semi. Le foglie vanno consumate fresche mentre i semi essiccati devono essere conservati interi per evitare che perdano il loro aroma. Nell Est dell Asia vengono utilizzate anche le radici. Da sempre è impiegato in cucina perché le foglie sostituiscono il Prezzemolo in molte culture culinarie. Molto più usati sono i semi che trovano impiego in innumerevoli modi come nella preparazione di salumi, per insaporire carne e pesce e generalmente come spezia. Nella medicina popolare l infuso di Coriandolo è usato contro i dolori di stomaco, contro le emicranie e per favorire la digestione. Crescione d acqua (Nasturtium officinale) Nomi comuni o dialettali: cresson, crescium, agretto, nasturzio acquatico, erba da scorbuto, crisciuni, sanaccione, sisimbrio acquatico, cherson. Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, è una pianta acquatica perenne con radice immersa, dalla quale si dipartono fusti prostrati. I fiori sono bianchi, raccolti in un corimbo e fioriscono da marzo a giugno. Il nome botanico del genere significa naso torto per l odore pungente che farebbe appunto storcere il naso. Pianta acquatica, predilige acque limpide, ferme o a scorrimento lento. La si rinviene dalla pianura fino ai 2.000 m di altitudine. La sua coltivazione si effettua in vasche apposite: la pianta, infatti, dopo aver radicato su un substrato predisposto, viene mantenuta costantemente sotto una lama d acqua corrente, fresca, non acida né troppo carica di sali calcarei. La durata dell impianto è di solito annuale. Particolare attenzione va posta all infestazione delle alghe termofile filamentose, presenti soprattutto nelle acque dolci e calde. Tra maggio e giugno si raccolgono manualmente le sommità fiorite o le piante intere. In Francia la pianta è largamente coltivata come ortaggio in appezzamenti appositamente scelti, sui quali scorre lentamente acqua di assoluta purezza. Si impiegano le sommità fiorite per ottenere un succo tramite spremitura. Possono essere commercializzate le piante fresche da consumare come insalata oppure possono essere commercializzate anche le piante essiccate. Questa pianta ha proprietà antipiretiche, depurative, digestive, diuretiche, espettoranti e stimolanti. Il Crescione d acqua viene assunto come tonico nel periodo primaverile. Prima dell utilizzo si consiglia di lavare accuratamente le piante in acqua e limone. Si consuma fresco in insalata insieme ad altre piante spontanee e nella preparazione di salse piccanti, tartine e antipasti. Si impiega inoltre per insaporire minestre e aromatizzare la carne e il pesce. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin