Digitale

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 457 Digitale (Digitalis purpurea) Nomi comuni o dialettali: digitale rossa. Pianta erbacea biennale a portamento eretto della famiglia delle Scrophulariaceae. Le foglie sono semplici, lunghe da 10 a 35 cm, disposte a rosetta nel primo anno di vita. Nel secondo anno si sviluppa il fusto fiorito sul quale le foglie sono disposte a spirale. Alla fioritura, che avviene generalmente da maggio a luglio, la pianta raggiunge un altezza massima di 1,5-2 m. I fiori disposti in grappoli sono di forma tubulare e di colore rosso porpora. Esistono però varietà con fiori di colore rosa, bianco o giallo. Il frutto è una capsula che contiene numerosi semi molto piccoli. In Italia è spontanea solo in Sardegna ma, in seguito alla coltivazione, si è inselvatichita e diffusa in numerose regioni. In Europa si trova soprattutto nei paesi centro-meridionali. La si rinviene nelle radure dei boschi, specialmente giovani cedui, nei prati e tra le siepi, soprattutto su terreni silicei. Richiede terreni leggeri, freschi, ricchi di humus e ombreggiati per buona parte del giorno. Si incontra anche in montagna fino ai 2.000 m di quota. Questa pianta può essere coltivata per più scopi. Vista la bellezza dei suoi fiori, è spesso utilizzata come pianta ornamentale e per questo motivo si è diffusa in molti Paesi. Si coltiva anche per scopi farmacologici al fine di produrre le foglie. Si semina a primavera in modo da ottenere piante distanti circa 10-12 cm. La raccolta delle foglie si ha in ottobre. Generalmente non conviene lasciare la coltura anche l anno successivo perché la pianta in primavera va subito a fiore. La coltivazione non è molto semplice in quanto la pianta richiede frequenti irrigazioni e lotta male contro le infestanti. La pianta è velenosa in quanto sia le foglie che i fiori contengono glicosidi cardioattivi come la digitossina e la digossina. In caso di ingestione può dare sintomi come nausea, vomito, salivazione, battito cardiaco lento e forte con fibrillazioni ventricolari e può portare anche alla morte. Non esiste antidoto specifico. Nella medicina popolare la pianta veniva utilizzata per curare numerose patologie tra cui l epilessia. Le sostanze contenute hanno azione cardioregolatrice e cardiotonica, aumentano la pressione arteriosa e facilitano la diuresi. La dose attiva è però molto vicina alla dose tossica, il che ne rende difficile l impiego; per questo motivo in erboristica il suo uso è stato ormai abbandonato. Dragoncello (Artemisia dracunculus) Nomi comuni o dialettali: dragoncello, estragone, assenzio dragoncello. Pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteracee. Forma dei cespugli che possono raggiungere l altezza di 1 m, il fusto è eretto e ramoso con foglie lunghe e lanceolate. I fiori, piccoli, di colore giallo verdastro compaiono d estate e sono riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia. La specie è originaria della Siberia e della Russia meridionale. presente come spontanea in Europa centrale; in Italia risulta presente solo come coltivata. Preferisce terreni aridi e incolti. Impiegata quasi esclusivamente come pianta spontanea, il Dragoncello in Italia è coltivato alla stregua delle altre piante aromatiche per la produzione di piantine in vaso. Si impiegano le foglie, le radici e i fiori. Le foglie contengono sali minerali e le vitamine A e C. In cucina le foglie e i fiori si utilizzano per aromatizzare pietanze a base di uova, ma anche piatti di carne e pesce. Il Dragoncello è uno degli ingredienti della salsa bernese ed è ottimo come aromatizzante dell aceto. Nella medicina popolare l infuso fatto con le foglie stimola l appetito, aiuta la digestione e combatte i vermi intestinali. Dulcamara (Solanum dulcamara) Nomi comuni o dialettali: morella rampicante, corallini. Pianta erbacea, perenne, velenosa, della famiglia delle Solanacee. Pianta di tipo cespuglioso a foglie caduche, a portamento strisciante o rampicante. L altezza varia fino a un massimo di 2 m. Il fusto è ramoso e porta le foglie disposte in maniera alterna. Le foglie sono di forma cuoriforme, allungata e la lamina è scarsamente pubescente di colore verde intenso. I fiori di colore violaceo sono portati in infiorescenze ascellari. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin