Equiseto

SPECIE AROMATICHE OFFICINALI D 459 distanza dal mare. Vegeta nelle garighe costiere, in luoghi rocciosi e su suoli poco evoluti fino anche a 800 m di altitudine. Nonostante la coltivazione non presenti problemi da un punto di vista agronomico, al momento la produzione deriva dalle piante spontanee che risultano abbondanti nei luoghi di origine. Il prodotto principale è costituito dai fiori, la cui raccolta è assai costosa in termini di manodopera. Come pianta ornamentale nel giardinaggio si moltiplica per talea semilegnosa in estate o da seme in primavera. Dell Elicriso si impiegano principalmente i fiori, dai quali si può anche estrarre un olio utilizzato in medicina. Si utilizzano anche le piante essiccate per profumare la biancheria e gli ambienti. L olio estratto dai fiori presenta proprietà antinfiammatorie, fungicide e astringenti; dà inoltre sollievo alla pelle arrossata e screpolata. Viene infine impiegato come fissante nei profumi. La pianta non è utilizzata nell alimentazione ma come pianta mellifera, nonostante la scarsissima quantità di nettare prodotto dai fiori. Il miele prodotto da questa pianta (in piccolissime quantità) ha un aroma particolare ed è molto ricercato. Equiseto (Equisetum arvense) Nomi comuni o dialettali: erba cavallina, rasperella, coda cavallina, equiseto dei campi. Pianta erbacea perenne della famiglia delle Equisetacee, il cui genere comprende numerosissime specie. Comunemente chiamata coda cavallina, forma dei fusti che emergono dai rizomi sotterranei nel periodo vegetativo. I fusti sono ruvidi, di colore verde e ramificati, con una dozzina di rametti riuniti in verticilli. Questi portano foglie microfille, poco significative da un punto di vista fotosintetico. La pianta presenta fusti verdi sterili e fusti fertili privi di clorofilla che portano l apparato riproduttivo. La pianta è diffusissima in tutto il territorio nazionale ed europeo. Preferisce terreni umidi e si riscontra spesso lungo fossi e canali. Predilige terreni calcarei e silicei con pH neutro. diffusa dal livello del mare fino a 2.000 m s.l.m. una comunissima infestante dei campi coltivati, oltretutto di difficile controllo. Vista la sua larga diffusione come pianta spontanea, non si rende necessaria la coltivazione e il materiale utilizzato deriva esclusivamente dalle piante spontanee. L Equiseto contiene alte concentrazioni di acido silicico, saponine, flavonoidi, alcaloidi, sostanze amare e molti sali minerali. A scopi omeopatici si utilizza il fusto sterile raccolto in estate, essiccato, triturato e polverizzato. In cucina in passato i giovani germogli venivano consumati fritti o aggiunti a zuppe e minestroni. L alta quantità di acido silicico presente faceva sì che quest erba venisse usata per lucidare oggetti in legno o metallo. Nell antichità le piante macerate erano utilizzate come fertilizzante o come antiruggine. In cosmetica è usato per le creme antirughe e come anticellulite, inoltre presenta proprietà antiemorragiche, cicatrizzanti, diuretiche e astringenti. Erba cipollina (Allium schoenoprasum) Nomi comuni o dialettali: porro sottile, aglio cipollino, ajo ungherese. Appartenente alla famiglia delle Liliaceae è una pianta erbacea perenne, con abbondanti foglie aghiformi lunghe, tubolose e sottili che spuntano a ciuffi direttamente dal terreno, alte fino a 30 cm. Le infiorescenze formano ombrelle sferiche all apice dei fusti di colore dal lilla al rosa intenso. I semi cadono dalle infiorescenze disseccate e germinano con estrema facilità. Predilige terreni freschi, torbosi, ricchi di sostanza organica. La semina si effettua in pieno campo da febbraio ad aprile oppure in autunno in semenzaio con successivo trapianto a dimora in primavera. Il sesto d impianto è variabile 20-30 3 15-20 cm. La pianta si avvantaggia di apporti di sostanza organica alla preparazione del terreno e di irrigazioni in ambiente secco. La coltivazione non presenta alcuna difficoltà e, una volta messa a dimora, la pianta non richiede cure particolari adattandosi bene anche alla coltivazione amatoriale in giardini e vasi. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin