Erba di San Pietro

D 460 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI Vive bene in pieno sole e a mezz ombra, e perde la vegetazione aerea nella stagione invernale permettendole così di resistere anche a inverni rigidi. Si raccolgono le foglie recidendole a 5 cm dalla base in primavera (aprile maggio) mentre i fiori si raccolgono in estate (luglio-agosto); per avere un prodotto più aromatico si consiglia di recidere i fiori non appena sono sbocciati. Si impiegano generalmente le foglie, sia per uso fresco che essiccate. L olio essenziale ha proprietà antisettiche, callifughe, cardiotoniche, digestive e lassative. Poco impiegata nella cura delle malattie. In medicina popolare il succo si impiega per preparare cataplasmi da applicare su calli e verruche mentre l infuso di foglie può essere utilizzato contro la stitichezza. In cucina, visto il suo sapore simile a quello della cipolla, trova molti impieghi per insaporire o condire formaggi, verdure, sughi e minestre. Inoltre i fiori e i bulbi possono essere utilizzati crudi per insaporire le insalate. Erba di San Pietro (Balsamita major ) Nomi comuni o dialettali: erba amara, erba della Bibbia. Si tratta di una pianta erbacea perenne, rizomatosa, della famiglia delle Compositae o Asteraceae, originaria dell Asia occidentale. Raggiunge anche il metro di altezza con fusti eretti e ramificati. Le foglie sono alterne, di forma ovale, allungate e seghettate ai margini. I fiori di colore giallo oro sono riuniti in corimbi e compaiono tra luglio e agosto. In Italia l Erba di San Pietro è coltivata e di rado rinselvatichita presso orti. Vive in regioni temperate ed è per questo che si è ambientata in Europa, Africa del Nord e Nord America. Ama i terreni freschi e si può rinvenire presso le boscaglie umide e i greti dei fiumi. La riproduzione per seme è difficoltosa in quanto i semi sono spesso sterili e con scarsa capacità germinativa. Miglior successo si ha con la moltiplicazione mediante divisione dei cespi, da effettuare in primavera o autunno. Si coltiva sia in piena terra che in grandi vasi. La raccolta delle foglie avviene prima della fioritura. Le sue foglie si impiegano fresche, congelate o essiccate. Hanno proprietà antispasmodiche, carminative, digestive, diuretiche e vermifughe. Oggi questa pianta non viene quasi più impiegata a scopo terapeutico, ma in passato era utilizzata come diuretico per il buon funzionamento di stomaco e intestino, e come sedativo per i bambini ipereccitabili. In cucina è impiegata come condimento per varie pietanze, sia fresca che congelata, per aromatizzare frittate e ripieni, piatti a base di selvaggina e torte di verdura. Escolzia (Eschscholzia californica) Nomi comuni o dialettali: escolzia di California, papavero della California. Pianta erbacea annuale della famiglia delle Papaveracee, originaria dell America del Nord. La pianta è facilmente riconoscibile per i suoi fiori di colore giallo, molto simili ai classici papaveri. L Escolzia è da molti anni coltivata e diffusa in Italia sia a scopo farmaceutico che ornamentale. Anche se è diffusa in Italia da molto tempo, solo dagli anni 90 è iniziata la sua coltivazione a seguito dell interesse delle aziende farmaceutiche ed erboristiche. La coltivazione sembra non presentare particolari difficoltà e viene effettuata eseguendo le normali operazioni colturali tipiche di altre colture officinali estive in terreni irrigui. Come per molte altre officinali, risultano difficili il controllo delle infestanti e l impiego della meccanizzazione con conseguente alto impiego di manodopera. La droga è costituita da tutta la pianta intera fiorita e completa di radice. Il prodotto viene prima essiccato in essiccatoi ad aria calda e successivamente macinato. Questa pianta è usata principalmente come pianta medicinale, viste le sue proprietà. La soluzione idroalcolica delle sommità in fiore viene utilizzata per le sue proprietà antispasmodiche e contro l insonnia o l ansia, poiché agisce sul sistema nervoso. Gli Indiani d America utilizzavano le foglie cotte o bollite perché attribuivano loro proprietà contro le coliche biliari e intestinali e contro il mal di denti.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin