Fumaria

D 462 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - PIANTE AROMATICHE E OFFICINALI Fumaria (Fumaria officinalis) Nomi comuni o dialettali: fumaria comune. Si tratta di una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Papaveraceae o Fumariceae. Il suo nome significa fumo dalla terra , perché gli antichi non pensavano che nascesse da un seme, ma fosse una diretta emanazione della terra. La radice è un fittone sottile, il fusto è ramificato, alto fino a 30 cm. I fiori, porporini o rosei, sono portati in grappoli terminali, lassi. Fiorisce precocemente nella primavera da fine febbraio. La raccolta delle parti aeree, in piena fioritura (febbraio-settembre), avviene nelle formazioni spontanee, sui campi arati che attendono la coltura estiva o anche dove infesta le colture poliennali sarchiate. La Fumaria è largamente diffusa nei terreni smossi, dove forma macchie di individui. Risulta spesso infestante di colture agrarie. Si rinviene dalla pianura fino ai 700 m di quota. Il materiale reperibile in commercio deriva dalla raccolta di piante spontanee, essendo queste molto diffuse e abbondanti nella stagione primaverile. Di questa pianta si impiegano le sommità fiorite, raccolte prima della fioritura, fatte essiccare e conservate in vasi di vetro o di ceramica. Contiene alcaloidi, flavonoidi e acidi organici e ha proprietà antinfiammatorie, digestive, diuretiche, lassative e toniche. In medicina popolare essa veniva utilizzata ad uso interno in caso di meteorismo e coliche biliari. L infuso era assunto anche durante periodi di convalescenza, stanchezza e debolezza fisica e come depurativo in caso di eczema. Ad uso esterno l infuso è impiegato nelle parti del corpo colpite da dermatosi e orticaria. Grandi quantità possono causare diarrea o insufficienza respiratoria. Genziana maggiore (Gentiana lutea) Nomi comuni o dialettali: genziana gialla o porporina. Pianta della famiglia delle Gentianaceae ; si tratta di un erbacea perenne, alta 80120 cm con fusti eretti, fiori giallo-oro che compaiono in luglio e foglie opposte, larghe e ovali inguainanti il fusto. Possiede un grosso rizoma ramoso con numerose radici. Da non confondere con Veratrum album, pianta simile ma tossica. La Genziana si trova abbastanza abbondante allo stato spontaneo nei pascoli, dove il terreno è calcareo, e sugli appennini in particolare nei monti Sibillini. Non tollera gli ambienti poco soleggiati. La raccolta di materiale spontaneo, spesso in maniera indiscriminata e vandalica, ha rarefatto questa specie rendendone necessaria la coltivazione. Da prove effettuate la semina si effettua in semenzaio su substrato di sabbia-torba a 1 cm di profondità, con successivo trapianto ad aprile, in file distanti 50-60 cm. La densità ottimale è di 10 piante/m2. Si consiglia l irrigazione nelle prime fasi vegetative e il controllo infestanti con sarchiature. La durata dell impianto è di circa 5-6 anni con un unica raccolta (manuale) a fine estate di radici e rizomi. La resa media in prodotto fresco si aggira da 20 a 35 t/ha, di cui si otterrà il 25-30% di prodotto secco. Della Genziana si impiegano la radice e i rizomi essiccati e mai freschi. Questi hanno proprietà antipiretica, aperitiva, carminativa, colagoga, stomachica, tonica e vermifuga. In medicina popolare inoltre si utilizza un decotto di radice ad uso interno per anemia e convalescenze; invece ad uso esterno si usa un decotto per clisteri contro i vermi intestinali. In cucina è impiegata nella preparazione di vini aromatici e liquori digestivi. Entra anche nella composizione di caramelle e pastiglie digestive. Ginepro (Juniperus communis) Nomi comuni o dialettali: ginepro comune. Il ginepro è un alberello/arbusto appartenente alla famiglia delle Cupressacee. Alto circa 1-3 m, è largamente diffuso nelle zone temperate-fredde di Europa, Asia, Africa settentrionale, America Settentrionale. Cresce in ambienti aridi di collina-montagna in pascoli e boschi radi, in zone battute dal vento fino ai 1500 m s.l.m. La raccolta per l utilizzo officinale avviene sulle piante spontanee e riguarda i galbuli (frutti derivati dalla maturazione dei coni femminili dopo l impollinazione e chiamati comunemente coccole o impropria-

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin